Tempi Moderni

I film del 1996


PIUME DI STRUZZO
(THE BIRDCAGE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mike Nichols
Soggetto: tratto da "La cage aux folles" di Edouard Molinaro,
scritto da Francis Weber, Edouard Molinaro
Sceneggiatura: Elaine May
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Arthur Schmidt
Scenografia: Bo Welch
Produzione: Mike Nichols, Neil Machlis e Marcello Danon
(USA, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Armand: Robin Williams
Albert: Nathan Lane
Keely: Gene Hackman
Val: Dan Futterman
Signora Keely: Dianne Wiest

piume1.jpg (17132 bytes)Negli anni trenta, gli studios hollywoodiani avevano l'abitudine di produrre film di serie B a basso costo, con attori di second'ordine. Quando giudicavano interessante l'intreccio di uno di questi prodotti, ne facevano distruggere il negativo e lo rifacevano con delle stars e con molti soldi. E' con uno spirito non tanto diverso che da quindici anni circa gli studios acquistano i diritti di film stranieri di successo e li rifanno con attori loro e a costi maggiorati. Gli originali stranieri non vengono certamente distrutti, ma l'impossibilità per loro di imporsi sul mercato americano per via del ben noto protezionismo li rende praticamente inesistenti.
Così, il pubblico medio americano ignora che film come "Tre uomini e una culla" o "La donna in rosso" sono in realtà dei rifacimenti di commedie francesi di successo. Il fatto che i cloni americani riscontrino un successo mondiale, spesso maggiore dell'originale, non fa arrabbiare i francesi, ma anzi costituisce per loro un motivo di vanto. E non hanno tutti i torti. Essi sanno, infatti, che il merito di tale successo non riposa solo sulla fama dei divi chiamati ad interpretare i ruoli che furono dei loro beniamini nazionali, né sulla potenza promozionale dell'industria cinematografica hollywoodiana, ma sopratutto, come sempre, sulla forza del soggetto e della sceneggiatura, che rimangono spesso identici all'originale.
Con questo vogliamo semplicemente dire che tutto il merito della riuscita di "Piume di struzzo" è degli sceneggiatori francesi che scrissero il copione della commedia di cui il film di Nichols è l'esatta fotocopia: "La cage aux folles" (Il vizietto).
piume2.jpg (13581 bytes)Il soggetto, geniale, è di quelli che capitano una o due volte nella carriera di uno sceneggiatore. Parla di una felice coppia di omosessuali sposati, Armand e Albert, proprietari di un locale notturno per gays, che si trovano in difficoltà il giorno in cui il figlio di uno dei due, avuto da un matrimonio precedente, annnuncia di volersi sposare con la figlia di un politico ultraconservatore tristemente famoso per le sue campagne sulla moralizzazione della società. Per dare il suo consenso a questo matrimonio, il padre della sposa vuole prima conoscere la famiglia del futuro genero per accertarsi che risponda alla sua personale concezione della morale. Pur con riluttanza, il padre del ragazzo acconsente per una sera a vestire i panni del buon padre di famiglia, trasformando il suo stravagante appartamento in un interno borghese. Ad interpretare la parte della moglie viene chiamata la madre del ragazzo. Quando quest'ultima però non riesce a presentarsi in tempo all'appuntamento, spetta al compagno di Armand, Albert, vestire i panni della futura suocera. Ai numerosi ostacoli che la coppia gay deve superare nel corso della difficile serata per non destare i sospetti della famiglia della sposa, si aggiunge il pericolo di un reporter che rischia di far scoppiare uno scandalo dopo aver pedinato l'uomo politico.
Formidabile satira di costume, il testo di Weber e Molinaro viene ripreso fedelmente nell'adattamento di Elaine May. Gli unici cambiamenti sostanziali riguardano il personaggio dell'uomo politico e le allusioni ai temi sociali attuali, adattati alla società americana dei nostri giorni. E l'interpretazione di Gene Hackman nel ruolo del senatore repubblicano riesce a superare quella di Galabru della versione francese.
Se da una parte il film di Nichols approfitta dei pregi dell'originale, d'altra parte soffre degli stessi difetti. Che riguardano essenzialmente la forma. Il divario tra la perfezione della sceneggiatura e la mediocrità della forma che impedì al film di Molinaro di diventare un classico della commedia, permane nel film di Nichols, e si spiega con la mancanza di genio dei rispettivi registi. Che si sono accontentati della forza del testo e lo hanno filmato pigramente, rinunciando sopratutto a velocizzarne il ritmo, a renderlo più frenetico, come avrebbe sicuramente fatto il Billy Wilder di "Baciami stupido" o di "Un, due, tre".

Gianguido Spinelli

INTERVISTA a ROBIN WILLIAMS di Gianguido Spinelli