IN VIAGGIO
CON PIPPO
(A GOOFY MOVIE)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Bill Lima
Sceneggiatura: Jym Magon, Chris Matheson, Brian Pimental
Musica: Carter Burwell
Scenografia: Fred Warter
Montaggio: Gregory Perler
Prodotto da: Dan Rounds per Walt Disney Pictures
(USA, 1996)
Durata:78'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
(A fianco del personaggio è indicato il doppiatore italiano)
Pippo: Vittorio Amandola
Max: Simone Crisari
Pietro: Massimo Corvo
Roxanne: Monica Vulcano
PJ: Paolo Vivio
Bobby: Nanni Baldini
Preside Mazur: Oliviero Dinelli
Stacey: Federica De Bortoli
Bigfoot: Frank Welker
Lester: Roberto Stocchi
Cameriera: Cristina Dian
Sig.na Maples: Aurora Cancian

Il personaggio di
Pippo fu creato nel 1932 da Walt Disney per il cortometraggio in bianco e nero "La
rivista di Topolino, in cui faceva una breve apparizione con il nome Dippy Dwag. Da allora
è sempre stato una presenza fissa nei vari cortometraggi e fumetti della Disney,
assumendo il ruolo tipico del "caratterista".
Goofy (questo il suo nome americano, che significa "sciocco", "goffo")
non ha mai avuto la personalità necessaria per reggere, da solo, un intero
lungometraggio. A parte episodiche apparizioni soliste, come in "Pippo alle
Olimpiadi", dove però non proferisce parola, il simpatico cane (domanda: è un cane,
vero?) ha fatto da spalla eccellente a tutte o quasi le superstars della scuderia Disney.
L'idea di affidargli un film da solista ha richiesto una certa ri-definizione del
personaggio, accentuandone alcuni lati e dimenticando completamente altri. L'escamotage
che ha permesso la realizzazione del film è stato comunque il dotarlo di un figlio, di
nome Max (che, peraltro, era già stato visto in una serie televisiva della Disney), ad
integrare e sostenere le sue gag comiche. L'inserimento del figlio è anche servito agli
sceneggiatori per affrontare il tema, sempre attuale, del conflitto generazionale.
L'incubo ricorrente del giovane Max è, infatti, quello di diventare uguale a suo padre,
la cui goffaggine è per lui fonte di continuo imbarazzo. Il ragazzo è anche innamorato
di una sua giovane coetanea, Roxanne, e proprio quando lei sembra accorgersi della sua
esistenza il padre pasticcione si mette in testa di coinvolgerlo in una noiosa vacanza di
pesca. Pippo è infatti convinto che suo figlio stia per mettersi su una brutta strada e,
dietro consiglio del suo principale Pietro (o Gambadilegno, per i `vecchi' lettori dei
fumetti), decide di passare qualche giorno in sua compagnia per parlargli e conoscerlo
meglio. La vacanza inizialmente non avrà gli esiti previsti, aumentando anzi ancora di
più la distanza fra i due. Naturalmente, come da copione, le cose si metteranno per il
meglio, Pippo riconquisterà il cuore e la stima di suo figlio, a cui la bella Roxanne
dichiarerà infine il suo amore.
"In
viaggio con Pippo" è frutto della fantasia e perizia tecnica degli studios Disney in
Francia (responsabili anche di 15 minuti di animazione dell'attesissimo "Gobbo di
Notre Dame"), capitanati dall'esordiente Bill Lima alla regia. Per andare incontro ai
mutati gusti dei giovanissimi spettatori cui questo film è naturalmente destinato, gli
sceneggiatori hanno modernizzato sia i personaggi che la cornice narrativa. Proprio questo
restauro "ideologico", benché effettuato con gusto e misura, sembra essere il
principale limite del film. La Disney è senza dubbio un'istituzione nel cinema animato, e
personalmente ritengo che la sua forza e il suo continuo successo derivino anche da un
certo spirito conservatore presente in tutte le sue pellicole. La solennità dei
personaggi creati nel tempo, e per sempre consacrati all'immortalità, è anche frutto di
un riguardo verso la tradizione che costituisce l'ossatura, la spina dorsale dell'universo
Disney. Ciò non significa rimanere legati alle vecchie tecniche di realizzazione, e opere
eccelse come il recente "Toy Story" ne sono una conferma, bensì il rispetto di
certe atmosfere che negli anni abbiamo imparato a conoscere ed amare: in poche parole
essere attuali mantenendo uno stile "antico". Forse chi vi parla è ormai legato
a dei ricordi giovanili, i nuovi spettatori che conosceranno l'universo Disney attraverso
le sue opere più recenti potrebbero, un domani, pensarla diversamente. Resta il fatto che
questo "Pippo", malgrado l'ottima realizzazione e i divertenti spunti della
trama, non regge minimamente il confronto con qualsiasi altro lungometraggio Disney di
recente o passata memoria. Riteniamo quindi che il film godrà di lungo e duraturo
successo nell'immancabile formato home-video che seguirà la sua distribuzione
cinematografica, deludendo forse quanti si accosteranno al grande schermo per rivivere
quella `vecchia magia' ora, in parte, definitivamente persa.
Luigi De
Angelis