PHENOMENONCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: John Turteltaub
Sceneggiatura: Gerald DiPego
Fotografia: Phedon Papamichael
Musica: Thomas Newman
Scenografia: Garreth Stover
Montaggio: Bruce Green
Prodotto da: Barbara Boyle e Michael Taylor
(USA, 1996)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
George Malley: John Travolta
Lace Pennamin: Kyra Sedwick
Nate Pope: Forest Whitaker
Doc: Robert Duvall
Banes: Sean O'Brien
Jack Hatch: Bruce Young
Jimmy: Michael Milhoan
Ted Rhome: Vyto Ruginis
Professor Ringhold: Jeffrey DeMunn
Dr.Wellin: Richard Kiley
Niedorf: Brent Spiner

George
Malley (John Travolta), è un semplice ragazzo di campagna che si guadagna da vivere
facendo il meccanico nella piccola officina di Harmony. Nel giorno del suo trentasettesimo
compleanno, George vede una strana luce nel cielo che, velocemente, si dirige verso di
lui. Cade, privo di sensi e, al suo risveglio, scopre di possedere incredibili poteri che
gli permettono di acquisire le nozioni più complicate in pochi minuti, ma anche di
spostare gli oggetti con la forza del pensiero.
Nella cittadina di Harmony la gente inizierà prima ad additarlo come un fenomeno, poi lo
allontanerà spaventata dal suo strano comportamento. Solo il medico del paese
"Doc" (Robert Duvall), che considera George un figlioccio e l'amico di colore
Nate Pope (Forrest Whitaker) gli rimarranno vicini, cercando di capire la causa del suo
cambiamento.
John Turteltaub ("Un Amore Tutto Suo") dirige questa storia dei buoni sentimenti
con poca partecipazione, malamente sorretto da una sceneggiatura (scritta da Gerald
DiPego) prolissa e verbosa, in cui gli eventi si estendono ben oltre il loro normale grado
di interesse. Le strane luci nel cielo che colpiscono George lo indurranno a credere, e
con lui gli spettatori, di essere "vittima" di un classico "incontro
ravvicinato". Per tutta la durata della prima parte (molto lunga, fra l'altro), il
protagonista non si chiede cosa è successo, non sfrutta la sua incredibile neonata
intelligenza per spiegare gli eventi. Poi, improvviso e spiazzante, il colpo di scena (che
naturalmente non anticipiamo, come invece hanno fatto, dimostrando poca sensibilità verso
lo spettatore, altri), in cui ogni cosa si fa chiara e tutti i tasselli vengono spinti al
loro posto.
La
storia diviene così, da un semplice "X-Files" di provincia, un melodramma a
tinte forti, il cui scopo è quello di cercare ad ogni costo la commozione dello
spettatore. "Phenomenon" è un film sul cambiamento, sull'accettazione e
l'amore, ma non riesce quasi mai a definire in modo perentorio e completo i concetti di
cui si fa carico. Come risultato si ha l'impressione di assistere ad una storia che, alla
fine, non porta a niente ma, e qui è il suo maggior difetto, ci mette troppo tempo per
arrivarci. Ottimo (e un po' sprecato) il cast, con a capo Travolta, affascinante
mattatore, la cui fama di star si è ormai consolidata a tal punto che la sua sola
presenza in un film ne garantisce l'immediato successo. Il film, in patria, è stato
accusato di propagandare i messaggi della "Dianetica", la scienza-religione
fondata dall'ex scrittore di fantascienza Lafayette Ron Hubbard, di cui Travolta è un
accanito seguace. In Italia, fortunatamente, abbiamo altro a cui pensare.
Luigi De Angelis