PERSUASIONECAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Nick Dear,
dall'omonimo romanzo di Jane Austen,
edito in Italia da Theoria
Fotografia: John Daly
Musiche: Jeremy Sams
Costumi : Alexander Byrne
(GB, 1996)
Durata: 106'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: FOX VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Anne: Amanda Root
Wentworth: Ciaran Hinds
lady Russel: Susan Fleetwood
signora Croft: Fiona Shaw

Sir Walter Elliott, un baronetto spendaccione e vedovo, per ridurre le spese si
vede costretto a dare in affitto la casa di famiglia, Kellynch Hall, all'ammiraglio ed
alla signora Croft.
Sua figlia maggiore, Elizabeth Elliott, altezzosa e nubile, ha 29 anni; la seconda, Anne,
ragazza intelligente e virtuosa, otto anni prima era stata fidanzata con un giovane
ufficiale di marina, Charles Wentworth, fratello della signora Croft: ma poi era stata
convinta dalla sua migliore amica, lady Russel, a rompere il legame perché l'uomo era
nullatenente.
Adesso Anne ha ventisette anni, ed ha perduto lo splendore della giovinezza; ed il
Capitano Wentworth - che nel frattempo ha avuto una fulminante carriera, ed è divenuto
ricco - rientra all'improvviso nella vita della ragazza, allorché Kellynch Hall viene
affittata ai Croft: l'antico amore sembra potersi riaccendere, ma ci sono numerosi
ostacoli... Scritta nel 1816, e pubblicata postuma insieme a Northanger Abbey ,
"Persuasione" è probabilmente l'opera più ricca e sottile licenziata da Jane
Austen: il suo garbato tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la finezza cui ella
analizza e descrive il conflitto fra esigenze psicologiche e morali di varia natura
conferiscono a queste pagine uno splendore difficicile da descrivere a parole.
O con le immagini, come dimostra questa algida trasposizione schermica del libro firmata
dal britannico Roger Michell (già regista di un lodato serial in quattro parti, "Il
Buddha delle periferie", su sceneggiatura scritta a quattro mani con Hanif Kureishi):
una bella sfilata di immagini d'epoca, impaginate con cura anche grazie ad eccellenti
contributi tecnici (la splendida fotografia di John Daly, ad esempio), ma totalmente
inerte e priva d'anima.
Non che noi si ami l'infedeltà distruttiva adoperata da Joffé con "La lettera
scarlatta"; ma, forse, qualche piccolo azzardo rispetto alla lettera del testo si
poteva tentare, un minimo di creatività non avrebbe davvero stonato in tanta asettica
precisione.
Tuttavia, se qualcuno ha nostalgia degli sceneggiati TV autarchici degli anni `60, si
accomodi: qui troverà pane per i propri denti...
Francesco
Troiano