Tempi Moderni

I film del 1996


PENSIERI PERICOLOSI
(DANGEROUS MINDS)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: John N. Smith
Sceneggiatura: Ronald Bass
Fotografia: Pierre Letarte
Montaggio: Tom Rolf
Scenografia: Donald Graham Burt
Musica: Wendy & Lisa
Produzione: Don Simpson & Jerry Bruckheimer
(USA, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA

PERSONAGGI E INTERPRETI

LouAnne Johnson: Michelle Pfeiffer
Hal Griffith: George Dzundza
Preside Grandey: Courtney B. Wance
Mary Benton: Beatrice Winde
Irene Roberts: Lorraine Toussaint
Raul Sanchero: Renoly Santiago
Emilio Ramirez: Wade Dominguez
Callie Roberts: Bruklin Harris

pensie.jpg (10386 bytes)Una donna ex-marine con la vocazione all'insegnamento si ritrova alle prese con una classe difficile, costituita da figli di proletari con una spiccata allergia all'autorità.
Senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà della sua missione - dare a questi allievi disagiati ed abbandonati a loro stessi la possibilità di farcela nella vita - la donna riesce a poco a poco a conquistarsi la stima dei ragazzi, ma deve scontrasi con l'ostilità delle loro famiglie e con l'ottusità dell'autorità scolastica.
Su questo classico canovaccio del filone scolastico-sociologico, John Smith, regista canadese che viene dal documentario, ha realizzato un film senz'altro generoso, ma con il difetto di offrire un'immagine edulcorata della realtà.
pensie1.jpg (12193 bytes)Le prime vittime di questa idealizzazione della realtà sono i personaggi dei ragazzi. Presentati come ribelli indomabili all'inizio del film, si trasformano in docili allievi desiderosi di imparare, con una rapidità troppo fulminea per poter risultare credibile. A voler far loro bruciare le tappe della maturazione e dell'apprendimento, non è tanto una mera esigenza di sintesi drammaturgica, quanto l'idealismo degli autori, che approfittano del cinema per descrivere il mondo come vorrebbero che fosse invece di mostrarcelo per come è veramente.
Una tendenza, questa, tipicamente hollywoodiana, e del tutto legittima in film di intrattenimento dichiarato; ma che suona come una truffa in un cinema che fonda la sua ragione d'essere sulla rappresentazione nuda e cruda della realtà sociale.

Gianguido Spinelli