PENSIERI
PERICOLOSI
(DANGEROUS MINDS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: John N. Smith
Sceneggiatura: Ronald Bass
Fotografia: Pierre Letarte
Montaggio: Tom Rolf
Scenografia: Donald Graham Burt
Musica: Wendy & Lisa
Produzione: Don Simpson & Jerry Bruckheimer
(USA, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
LouAnne Johnson: Michelle Pfeiffer
Hal Griffith: George Dzundza
Preside Grandey: Courtney B. Wance
Mary Benton: Beatrice Winde
Irene Roberts: Lorraine Toussaint
Raul Sanchero: Renoly Santiago
Emilio Ramirez: Wade Dominguez
Callie Roberts: Bruklin Harris

Una
donna ex-marine con la vocazione all'insegnamento si ritrova alle prese con una classe
difficile, costituita da figli di proletari con una spiccata allergia all'autorità.
Senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà della sua missione - dare a questi allievi
disagiati ed abbandonati a loro stessi la possibilità di farcela nella vita - la donna
riesce a poco a poco a conquistarsi la stima dei ragazzi, ma deve scontrasi con
l'ostilità delle loro famiglie e con l'ottusità dell'autorità scolastica.
Su questo classico canovaccio del filone scolastico-sociologico, John Smith, regista
canadese che viene dal documentario, ha realizzato un film senz'altro generoso, ma con il
difetto di offrire un'immagine edulcorata della realtà.
Le
prime vittime di questa idealizzazione della realtà sono i personaggi dei ragazzi.
Presentati come ribelli indomabili all'inizio del film, si trasformano in docili allievi
desiderosi di imparare, con una rapidità troppo fulminea per poter risultare credibile. A
voler far loro bruciare le tappe della maturazione e dell'apprendimento, non è tanto una
mera esigenza di sintesi drammaturgica, quanto l'idealismo degli autori, che approfittano
del cinema per descrivere il mondo come vorrebbero che fosse invece di mostrarcelo per
come è veramente.
Una tendenza, questa, tipicamente hollywoodiana, e del tutto legittima in film di
intrattenimento dichiarato; ma che suona come una truffa in un cinema che fonda la sua
ragione d'essere sulla rappresentazione nuda e cruda della realtà sociale.
Gianguido Spinelli