Tempi Moderni

I film del 1996


PARLANDO E SPARLANDO
(WALKING AND TALKING)

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Nicole Holofcener
Fotografia: Michael Spiller
Scenografia: Anne Stuhler
Montaggio: Alisa Lepselter
Costumi: Edi Giguere
Musica: Billy Bragg
Prodotto da: Ted Hope e James Schamus
(USA, GERMANIA, ITALIA, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione Home video: BMG

PERSONAGGI E INTERPRETI

Amelia bambina: Amy Braveman
Laura bambina: Miranda Stuart Rhyne
Amelia: Catherine Keener&127;
Laura: Anne Heche
Peter: Randall Batinkoff
Paziente di Laura che vede il diavolo: Vincent Pastore
Andrew: Liev Schreiber
Frank: Todd Field
Bill: Kevin Corrigan
Attore di teatro: Steve Cohen
Papà di Andrew: Lawrence Holofcener

parla1.jpg (14038 bytes)Presentato al Sundance Film Festival di quest'anno "Parlando e sparlando" segna l'esordio cinematografico (limitatamente al lungometraggio) di Nicole Holofcener, neoregista uscita dalla stessa scuola cinematografica del Sundance.
La storia trae spunto dalle pagine dei diari della regista scritte nel periodo in cui era single e vedeva la sua migliore amica approssimarsi al matrimonio. È, però, più che un'autobiografia cinematografica, quello che si dice un film generazionale, una commedia sentimentale con in primo piano l'amicizia tra due donne e poi le vicissitudini sentimentali che queste incontrano dal momento in cui non possono essere più delle adolescenti ma nenche passare senza dolore alla vita adulta. È un film che guarda, anche ammiccando, a un pubblico femminile metropolitano e ben istruito, che ironizza e commuove sui momenti chiave di tutte le trentenni del mondo. Ha, tra l'altro, diversi punti di contatto con altro cinema indipendente americano, il tipico "Sundance movie": regista più o meno esordiente e anche sceneggiatore, budget limitato, attori giovani e bravi, una fase di passaggio, il sesso e i sentimenti di pari passo, più cuore che ragione, ispirazioni europee oltre ai miti di Allen e Cassavetes, un fondamentale ottimismo di fondo.
parla2.jpg (14965 bytes)Troppo presto per parlare di un'estetica comune, abbastanza per seguire con molta attenzione una produzione cinematografica comunque vitale. Amelia e Laura (Catherine Keener già ammirata in "Si gira a Manhattan" e Anne Heche) sono amiche sin dall'infanzia. La prima (alter-ego della regista) si è da poco lasciata con Andrew (Liev Schreiber) e vorrebbe interrompere l'analisi perchè pensa di non star poi così male. Laura fa tirocinio come terapista e convive felicemente con Frank (Todd Field). Nel momento in cui Laura decide di ufficializzare il legame con Frank, Amelia ricade in depressione. Non solo le diventa sempre più difficile parlare con Laura ma anche la sua nuova relazione con un tipo piuttosto originale prende subito una brutta piega. E poi anche l'amica, da quando ha deciso di sposarsi, comincia a essere infastidita di Frank e a sentirsi attratta dagli altri uomini. La cosa più interessante di questa commedia sta nel lieve disagio che si avverte sospeso nella quotidianità delle situazioni. Dal prologo, in cui vediamo le due amiche bambine parlare degli uomini sottolineando le "stranezze" del corpo maschile, dialoghi e situazioni non fanno che variare sugli stessi argomenti - un ragazzo che esce con Amelia è soprannominato "l'orrido", ciò che Laura sembra sopportare meno in Frank è il suo strano neo sul petto etc. - , con riferimenti più o meno diretti a una sessualità che sente il corpo altrui come un ostacolo buffo o sgradevole e forse pericoloso. Un tocco inaspettatamente cronenberghiano in una commedia sentimentale tra illusioni romantiche e difficoltà dell'esperienza.

Alfonso Iuliano