PAPA' DICE
MESSACAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Renato Pozzetto
Soggetto e sceneggiatura: Renato Pozzetto, Stefano Sudrie'
Fotografia: Lamberto Caimi
Montaggio: Antonio Siciliano
Scenografia: Stefania Cella
Costumi: Rossella Scanagatta
Produzione: Alto Verbano S.r.l.
(Italia, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Don Arturo: Renato Pozzetto
Zobeide: Teo Teocoli
Matilda: Marta Forghieri
Francesco Giacomo Pozzetto
Vescovo: Felice Andreasi

Don
Arturo (Renato Pozzetto) e' il parroco pasticcione e incompetente di una Chiesa di Milano.
Alla vigilia del suo trasferimento in una Chiesa di campagna dove, secondo le speranze del
Vescovo, potra' avvicinare piu' parrocchiani che in citta', il prete riceve una visita
inaspettata: e' suo figlio Francesco (Giacomo Pozzetto), avuto ai tempi del seminario e
poi lasciato alla madre con la promessa di conservare il segreto.
Il ragazzo non e' solo, lo accompagna la sua giovanissima fidanzata, e cerca rifugio per
la notte. Il prete li fa accomodare in gran segreto in una stanza (proprio quel giorno il
Vescovo era in visita alla parrocchia) con la promessa di lasciare la Chiesa il mattino
successivo. Al suo risveglio avra' una brutta sorpresa: il ragazzo e' sparito abbandonando
la fidanzata la quale, come se non bastasse, si trova in avanzato stato interessante. Don
Arturo conduce la ragazza a casa ma al loro arrivo scoprono che l'appartamento e' stato
bruciato e le mura tappezzate di scritte minacciose.
Il ragazzo si e' sicuramente cacciato in un grosso guaio ed il padre inizia ad adoperarsi
per capire cosa sia successo. La risposta verra' da Zobeide (Teo Teocoli) un travestito
con pretese di signorilita' e grande amico dei due ragazzi al quale Francesco aveva
consegnato un beauty case con nascosta della cocaina in un doppio fondo. Ormai la
situazione e' chiara e lo strano terzetto inizia ad indagare con esiti drammatici ma dai
risvolti esilaranti.
Questa
seconda regia di Pozzetto (dopo lo sfortunato "Saxophone") e' una commedia di
stampo classico che non ha paura di affrontare temi un po' scomodi come l'omosessualita' o
il diritto dei preti a crearsi una famiglia. Il regista, autore anche del soggetto, e'
riuscito ad alleggerire con ironia ed umorismo la morbosita' inevitabilmente in agguato in
storie del genere. Purtroppo il film ha nella sceneggiatura il suo punto debole, infatti,
dopo una partenza grintosa, la storia si adagia su cliche' ripetitivi fino a giungere ad
un finale frettoloso in cui troppe cose accadono in tempi troppo brevi. Anche i repentini
cambiamenti nella vita di alcuni personaggi secondari, come il figlio del prete, non
vengono sorretti da un adeguato background narrativo. La bravura e la spontaneita' degli
interpreti e, soprattutto, l'espressiva comicita' di Pozzetto, autentica maschera di culto
della commedia italiana, salvano parzialmente il risultato finale anche se forte rimane,
nell'animo dello spettatore, la sensazione di un'opera incompiuta.
Luigi De
Angelis