Tempi Moderni

I film del 1996


PALOOKAVILLE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alan Taylor
Sceneggiatura: David Epstein
Fotografia: John Thomas
Musica: Rachel Portman
Scenografia: Anne Sthuler
Montaggio: David Leonard
Prodotto da: Uberto Pasolini
(USA, 1996)
Durata:115'
Distribuzione cinematografica: ITALIAN INTERNATIONAL FILM
Distribuzione home video: COLUMBIA/IIF HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Sid: William Forsythe
Russ: Vincent Gallo
Jerry: Adam Trese
Ed: Gareth Williams
Betty: Lisa Gay Hamilton
Enid: Bridgit Ryan
Laurie: Kim Dickens
June: Frances McDormand
La madre: Suzanne Sheperd
Chris: Nicole Burdette
Ralph: Robert Lupone
Mr.Kott: Sam Coppola

palook.jpg (11252 bytes)Straordinaria opera prima del regista Alan Taylor, "Palookaville" (presentato anche con successo a Venezia lo scorso anno) racconta la storia di tre balordi, disoccupati e oppressi dalla realtà che li circonda, che decidono di dedicarsi al crimine al fine di risolvere i loro annosi problemi economici. I primi tentativi vanno molto male: cercano di svaligiare una gioielleria ma, alla maniera de "I soliti ignoti", entrano per errore in una pasticceria. Un giorno, casualmente, si imbattono in un furgone blindato portavalori il cui conducente è vittima di un malore. Istintivamente lo soccorrono e, senza pensarci due volte, riportano il furgone al legittimo proprietario. Sorpresi dalla loro onestà, decidono di ripagarsi organizzando quello che credono essere il "colpo perfetto" ai danni di un altro furgone portavalori.
Detto così sembrerebbe un qualsiasi film d'azione, ma la splendida sceneggiatura di David Epstein (a cui ha attivamente collaborato anche il produttore del film Uberto Pasolini) riesce a mischiare le carte in tavola restituendo un film piacevolmente diverso dal solito, difficile da inquadrare in un genere ben preciso, anche se gli accostamenti alla commedia sono molto numerosi. Le varie situazioni che compongono la trama del film sono ispirate ad alcuni racconti di Italo Calvino, fra cui "Un letto di passaggio", "Desiderio in Novembre" e "Furto in una pasticceria" (trascritto fedelmente nella folgorante scena iniziale). Allo stesso Calvino è dedicato il film, con "ringraziamenti, ammirazione e scuse". Bravi i tre protagonisti che, in fondo, non riusciamo a criticare piu di tanto e che spesso generano moti di solidale simpatia nello spettatore. Essi sono fondamentalmente dei buoni, istintivamente dediti al bene e incapaci, per quanto si impegnino, di comportamenti criminali. Le loro compagne hanno un ruolo decisivo nella storia, non sono messe in secondo piano come spesso accade nelle tradizionali impostazioni narrative. I protagonisti maschili lottano duramente per tirare avanti nella vita, hanno mille sogni impossibili e il loro ego è annichilito dalle speranze frustrate. Le loro donne sono molto piu responsabili, si accollano l'onere di sostenere l'intera famiglia senza farglielo troppo pesare. Proprio su questo rapporto di dipendenza, sugli effetti che può avere su un ego maschile, trovano spiegazione le motivazioni apparentemente illogiche di questi ladri pasticcioni. Alan Taylor dirige con mano sicura e senza invadenza, dimostrando di essere un autore pienamente maturo e consapevole, dotato di grande umanità, in cerca solo di occasioni giuste per esprimersi. La colonna sonora originale di Rachel Portman è semplicemente deliziosa, composta per la maggior parte da motivi allegri e sostenuti di sapore jazzistico, capaci di sottolineare magistralmente i vari passaggi narrativi del film. Infine debbo segnalare il meraviglioso epilogo, di cui non anticiperò nulla per non guastare la sorpresa, perfetto corollario ad un'opera di inaspettata coerenza e di indiscutibile divertimento.

Luigi De Angelis