IL PALLONCINO
BIANCO
(THE WHITE BALLOON)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia, montaggio, scenografia: Jafar Panahi
Sceneggiatura: Abbas Kiarostami,
da un'idea originale di Jafar Panahi, Parviz Shahbazi
Fotografia: Farzad Jowdat
(Iran, 1995)
Durata: 85'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: MONDADORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Razieh: Aida Mohammadkhani
Alì: Mohsen Kalifi
La madre: Fereshteh Sadr Orfani
La vecchia signora: Anna Bourkowska
Il soldato: Mohammad Shahani
Il sarto: Mohammad Bahktiari


Il 21 marzo, primo giorno di primavera, in Iran si festeggia l'inizio del Nuovo Anno:
con dolci ed allegria, ovviamente, ma anche mettendo in mostra in ogni casa - come segno
di buon auspicio - un pesciolino rosso racchiuso in una boccia di vetro.
Razieh è una bimba di sette anni che, con la propria ostinata insistenza ed il sostegno
del fratello maggiore, riesce a convincere la madre a farsi dare del denaro per acquistare
un pesciolino nuovo e più bello di quelli degli anni precedenti.
Una volta in strada, Razieh prima si ferma a guardare uno spettacolo di incantatori di
serpenti, poi smarrisce la banconota affidatale, che finisce dentro ad un tombino. Dopo
altre piccole disavventure ed incontri con strani personaggi, Razieh e suo fratello
riusciranno a rientrare in possesso dei soldi grazie all'aiuto di un ragazzo afgano; un
giovanissimo venditore ambulante di palloncini, che alla fine verrà abbandonato per
strada, perplesso, da solo. Primo lungometraggio diretto dal giovane autore iraniano Jafar
Panahi, già assistente alla regia in Attraverso gli ulivi di Kiarostami, Il palloncino
bianco è uno scarno quanto intenso racconto per immagini in cui è il tono a far la
canzone.
Popolato da lunghi e dinamici piani-sequenza, capaci di cogliere con grande freschezza e
precisione il ritmo della vita nel suo farsi, il film applica la poetica zavattiniana del
" pedinamento " in maniera non smancerosa e non indulgente al miserabilismo: ne
risulta un'operina assai ispirata e penetrante, destinata all'infanzia ed utile alla
medesima molto più delle melliflue Pocahontas statunitensi o dei penosi FreeWilly
casarecci, per tacer del resto.
Francesco
Troiano