PALERMO
MILANO SOLO ANDATACAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Claudio Fragasso
Soggetto: Rossella Drudi, Claudio Fragasso
Sceneggiatura: Rossella Drudi
Fotografia: Giancarlo Ferrando
Scenografia: Paolo Innocenzi
Costumi: Stefano Giambanco
Montaggio: Ugo De Rossi
Musica: Pino Donaggio
(Italia, 1995)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: TWENTIETH CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Turi Leofonte: Giancarlo Giannini
Nino Di Venanzio: Raoul Bova
Remo Matteotti: Ricky Memphis
Saro Ligresti: Francesco Benigno
Chiara Leofonte: Romina Mondello
Paola Terenzi: Rosalinda Celentano
Franca Leofonte: Stefania Sandrelli
Marinnà: Tony Sperandeo
Tarcisio Proietti: Valerio Mastrandrea

Marinnà è un pentito di mafia che fa il nome di un insospettabile, il
ragioniere Turi Leofonte (Giancarlo Giannini). Quest'ultimo, soprannominato il computer,
ricorda a memoria tutti i conti correnti bancari di alcuni dei più importanti boss
mafiosi della Sicilia. Il giudice incaricato delle indagini spicca un mandato di arresto
nei suoi confronti e l'ispettore Nino Di Venanzio (Raoul Bova) è incaricato di prelevarlo
e scortarlo fino all'aeroporto. Sembra un lavoro di ordinaria routine e a Di Venanzio
viene fornita una squadra di poliziotti alle prime armi, tra cui spicca la coppia romana
Matteotti - Proietti (Memphis - Mastrandrea), la milanese Terenzi (Rosalinda Celentano) e
il siciliano Ligresti (Francesco Benigno).
Ma qualcuno tradisce e durante il tragitto verso l'aeroporto la squadra subisce un
attentato sanguinoso nel quale il ragioniere resta miracolosamente in vita ma vede la
moglie (Stefania Sandrelli) trucidata davanti ai suoi occhi. Rimasti senza protezione i
poliziotti decidono di scortare il testimone via terra attraversando tutto lo stivale e
difendendosi dai micidiali tranelli che le cosche mafiose tendono ai coraggiosi ragazzi.
Come si può intuire "Palermo Milano solo andata" è un film d'azione che prende
a pretesto le sanguinose vicende siciliane per imbastire un moderno western all'italiana
con tanto di sparatorie e inseguimenti. Tuttavia, durante una delirante conferenza stampa,
seguita alla presentazione del film, alcuni giornalisti hanno accusato il regista Fragasso
di essere stato poco verosimile nella rappresentazione del fenomeno mafioso, richiamandosi
ai soliti esempi di cinema civile di Francesco Rosi ed Elio Petri. Così facendo questi
giornalisti specializzati hanno concesso a Fragasso e Giannini di poter difendere
egregiamente il proprio film, poiché attaccato da un punto di vista totalmente errato.
Fragasso ha spiegato che due sono stati i suoi modelli ispiratori, "Ombre
Rosse" di John Ford e "Die hard" di John McTiernan. Ebbene, come era già
accaduto per "Palla di neve", altro film che voleva contrapporre un modello
spettacolare all'italiana a quello collaudato e un po' stanco all'americana, anche
"Palermo Milano solo andata" fallisce la sua scommessa. Fallisce per vari
motivi: primo, la mancanza di mezzi. Quando gli americani realizzano dei polizieschi lo
fanno con un dispiego di denaro, personale e mezzi tecnici clamoroso e efficientissimo.
Basti pensare che per film come "Speed" le sequenze d'azione vengono dapprima
disegnate inquadratura per inquadratura, poi realizzate al computer e infine filmate per
due o tre mesi anche con 20 cineprese alla volta! Non è questo il caso di "Palermo
Milano solo andata". Le sequenze spettacolari sono povere, prive di regia e
d'inventiva.
Secondo: il cast. Vedendo Memphis, Mastrandrea o la Celentano sembra di assistere al
"Maurizio Costanzo Show". Questo porta immediatamente ad una mancanza di
verosimiglianza, tanto più che la Celentano è inguardabile ed insentibile e persino la
Sandrelli, giunta ormai al centesimo film, è ancora incapace di qualsiasi sfumatura
espressiva. Si salvano da questo guazzabuglio recitativo soltanto Giannini (sempre
prodigioso) e la semi esordiente Romina Mondello (bella ed intensa).
Terzo la sceneggiatura. Lodevole l'idea di realizzare un film di genere, deludente il
risultato sulla pagina scritta. Personaggi abbozzati, trama sfilacciata, zeppa di buchi e
incongruenze, dialoghi roboanti. La cosa più buffa è assistere alla presentazione dei
protagonisti della storia, veri e propri monologhi davanti alla cinepresa. La
sceneggiatrice Rossella Drudi sembra ignorare che le informazioni sullo schermo vanno date
sempre per via indiretta.
Quarto il pathos. Caro Fragasso, lei ha citato "Ombre rosse" e John Ford ma deve
avere visto i film del maestro in maniera superficiale. Mai e poi mai Ford avrebbe filmato
alcune sequenze patetiche come la morte della Sandrelli al rallentatore (vera scena da
cult blob).
In una cosa però siamo d'accordo con lei: "Palermo Milano solo andata" è un
grande film di emozioni ma alla rovescia. Fa ridere quando dovrebbe fare piangere e fa
piangere quando dovrebbe fare ridere.
Maurizio
Imbriale