IL PADRE
DELLA SPOSA 2
(THE FATHER OF THE BRIDE, PART II)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Charles Shyer
Sceneggiatura: Nancy Meyers & Charles Shyer
Fotografia: William A. Fraker
Montaggio: Stephen A. Rotter
Scenografia: Linda De Scenna
Musica: Alan Silvestri
Produzione: Nancy Meyers, Cindy Williams, Bruce A. Block
(USA, 1996)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA ITALIA
Distribuzione Home Video: BUENA VISTA HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
George Banks: Steve Martin
Nina Banks: Diane Keaton
Franck Eggelhoffer: Martin Short
Annie Banks-MacKenzie: Kimberly Williams
Bryan MacKenzie: Peter Michael Goetz
Dott.ssa Megan Eisenberg: Jane Adams

"Il
padre della sposa 2" è il seguito del rifacimento di una fortunata commedia di
Vincente Minnelli, che aveva dato luogo a sua volta ad un seguito, di cui questo film è
il rifacimento.
Questa tendenza del cinema hollywoodiano a girare continuamente su se stesso non va
spiegata solo con la bieca ricerca del profitto facile, nè con la pretesa scarsità di
idee.
Che gli Studios fondino la propria ragione d'essere sulla ricerca del profitto è
naturale, e connaturale al cinema. E per quanto riguarda le idee, si può ormai affermare,
dopo un secolo di cinema, nel corso del quale tutti gli schemi narrativi sono stati
trattati, che ogni film è, a suo modo, il remake inconfessato di uno o più film del
passato. Il remake può quindi rivendicare lo stesso grado di originalità di qualsiasi
altro film basato su un soggetto cosidetto "originale", e risulta talvolta più
innovativo, in quanto deve per forza differenziarsi dal suo modello dichiarato.
E' proprio in quest'obbligo a differenziarsi dall'originale che Hollywood trova lo stimolo
maggiore per rifare vecchi successi. Quando rifà film di avventura (come
"Corsari" di Renny Harlin) è per esibire il progresso tecnologico e la maggiore
scaltrezza nella rappresentazione della violenza; quando rifà vecchie commedie,
("Sabrina" di Sidney Pollack) è per dimostrare la propria capacità ad
adattarsi ai cambiamenti sociali avvenuti fra l'epoca in cui queste commedie furono
realizzate e quella attuale.
L'interesse che suscita "Il padre della sposa 2" è quindi prevalentemente
sociologico. Gli autori dichiarano di aver fatto il film con l'intento di modernizzarlo
adattandolo agli anni novanta. Ebbene, a giudicare dal risultato, si può constatare che
per Hollywood vi è stata una regressione rispetto ai pur conservatori anni cinquanta.
Il
segno di questa regressione non sta tanto nella storia, che si fonda su sentimenti
universali ed eterni: la difficoltà di accettare il distacco dalla propria adorata figlia
appena sposata e incinta, spinge il padre (Steve Martin) a concepire un'altra figlia. Il
segno della regressione sta piuttosto nel modo sdolcinato con cui il film ci decanta i
piaceri del focolare e l'emozione di una nuova nascita in famiglia. L'assenza totale di
conflitto drammatico e di ironia che caratterizza l'ultimo atto del film - nel quale
assistiamo al doppio parto della figlia e della madre, seguito da un'interminabile epilogo
in cui il padre dice addio alla figlia - sarebbe stato inconcepibile nelle commedie
familiari anni cinquanta, in cui l'arguzia del dialogo e l'autoironica intelligenza dei
protagonisti (Spencer Tracy o Clifton Webb) faceva da contrappunto permanente alla
retorica puritana e piccolo borghese.
Come spiegare l'assenza di queste qualità nei rifacimenti di oggi? Sono gli anni novanta
ad essere piatti e retorici, oppure è il cinema degli anni novanta ad avere i paraocchi?
Gianguido Spinelli