NELLY E Mr.
ARNAUD
(NELLY ET M. ARNAUD)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Claude Sautet
Sceneggiatura: Claude Sautet
Fotografia: Jean-François Robin
Montaggio: Jacqueline Thiedot
Scenografia: Carlos Conti
Produzione: Alain Sarde
(FRANCIA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mr. Arnaud: Michel Serrault
Nelly: Emanuelle Beart
Vincent: Jean Hughes Anglade
Jerome: Charles Berling
Madre di Nelly: Danièle Lebran


In
una divertente commedia degli anni sessanta di Richard Quine, "Insieme a
Parigi", William Holden, nella parte di uno sceneggiatore hollywoodiano, prendeva in
giro il cinema francese affermando che per i registi di quel paese ciò che conta è
raccontare quello che non accade piuttosto che quello che accade. Questa definizione si
attaglia bene a Claude Sautet, che sembra, ad un primo colpo d'occhio sulla sua
filmografia, avere una predilezione per le storie d'amore incompiute.
Fin dai tempi di "Max e les ferrailleurs" (Il commissario Pellissier), Sautet ci
aveva fatto soffrire raccontandoci la storia d'amore non consumato tra un commissario di
polizia (Michel Piccoli) e una commovente prostituta (Romy Schneider) che non riusciva a
capire perchè l'affascinante cliente che la cercava regolarmente non voleva mai andare a
letto con lei. "Un cuore in inverno" raccontava la storia di un riparatore di
violini che gettava una giovane violinista nel più profondo sconcerto per non aver voluto
realizzare concretamente la sua opera di seduzione. In "Nelly e Mr. Arnaud", un
uomo anziano, misantropo e misogino, si innamora di una giovane donna e, con la scusa di
doverle dettare le sue memorie, la fa entrare nella propria casa e nella propria vita.
Quando lei ne uscirà, non sarà successo nulla tra di loro. Almeno in apparenza...
L'incompiutezza di quest'ultima storia d'amore è aggravata dal fatto che, questa volta,
sono entrambi i personaggi ad essere introversi. Se Mr. Arnaud è un uomo
"blasé" dalla vita, tardivamente incuriosito dai suoi simili dopo un'esistenza
trascorsa nella più completa indifferenza per gli umani, Nelly è una giovane donna che
dietro alla dolcezza dei tratti nasconde una certa durezza di sentimenti e una propensione
alla solitudine. Non esita ad abbandonare il marito disoccupato, crede d'innamorarsi di un
giovane editore ma quando lui le chiede di andare a vivere insieme, lei rifiuta. Questo
suo sfuggire agli uomini è in parte dovuto ad una singolare forma di fedeltà della donna
nei confronti dell'anziano, come se Nelly volesse conservarsi per un amore che sa essere
impossibile.
L'impossibilità di questo amore riposa essenzialmente sulla differenza d'età tra i due
personaggi. Più di trentacinque anni separano Nelly da Mr. Arnaud. E in questo divario
generazionale possiamo cogliere il segno di una volontà autobiografica di Sautet, regista
settantenne apparentemente tranquillo e in pace con se stesso, che affida alla cinepresa i
suoi soprassalti sentimentali, così come Mr. Arnaud confida alla giovane donna il suo
tardivo rigurgito di passione.
L'aspetto autobiografico emerge anche dall'interesse artistico che Sautet testimonia per
la giovane attrice Emanuelle Beart, di cui il rapporto tra Arnaud e Nelly ci offre uno
specchio fedele. La Beart, al suo secondo film con Sautet, sembra aver ridato al regista
una seconda giovinezza. Si sarebbe potuto immaginare che questo grande autore classico, il
cui cinema si è profondamente identificato con le atmosfere e gli umori della Francia
degli anni settanta, sarebbe stato sopraffatto dal cinema "moderno". Invece è
accaduto il contrario. Mentre il cinema francese dei giovani registi annaspa in una
patetica ricerca della modernità, quello di Sautet riesce ad offrirci un quadro fedele
dell'incomunicabilità apparente tra l'uomo e la donna nel mondo di oggi. Un mondo in cui
i sentimenti, invece di bruciarsi al fuoco della passione immediata e fugace, passano
attraverso canali diversi e misteriosi.