MOLL FLANDERSCAST
TECNICO ARTISTICO
Soggetto, Sceneggiatura, Regia: Pen Densham
Ispirato al personaggio del romanzo di Daniel Defoe
Fotografia: David Tattersall
Scenografia: Caroline Hanania
Costumi: Consolata Boyle
Montaggio: Neil Ravis e James R. Symons
Musica: Mark Mancina
Prodotto da: John Watson, Richard B. Lewis, Pen Densham
(Usa, 1996)
Durata: 111'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione Home video: MEDUSA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Moll Flanders: Robin Wright
Hibble: Morgan Freeman
Mrs. Allworthy: Stockard Channing
Artista: John Lynch
Mrs. Mazzawatti: Brenda Fricker
Edna: Geraldine James
Flora: Aisling Corcoran
Prete: Jim Sheridan
Padre dell'Artista: Jeremy Brett
Madre dell'Artista: Britta Smith

Subito,
nel prologo, vediamo Hibble, il fedele e unico amico di Moll, puntare dall'America a sua
volta lo sguardo verso l'orizzonte e presumibilmente verso l'Europa, aiutato da un
binocolo, e dirsi tra sé: "Se - il binocolo - fosse più potente si vedrebbe il buon
Dio nei cieli".
Pen Densham - qui alla prima regia di un film di cui è anche produttore e sceneggiatore -
ci invita a uno spettacolo in cui l'immaginario americano si proietta su quello europeo
per il tramite di una classica storia di Daniel Defoe; delle tumultuose vicende che
arricchiscono il film, della crudeltà e dell'inspiegabilità del senso di questa storia e
della Storia più in generale, se c'è, se ne puo' rendere conto soltanto a Iddio. Ma, non
potendo interpellarlo, il film volerà più in basso, sulle vicende molto terrene dei suoi
protagonisti.
Ispiratosi liberamente al personaggio di Moll Flanders, nonché a personaggi femminili di
Fielding e Voltaire, Densham perviene al ritratto di un'eroina e di un'epoca, stranamente,
dal sapore più che altro dickensiano, dove le vicende alterne, più tragiche e sfortunate
che felici, si susseguono impazzite in una città - Londra - grottesca e decadente (anche
se nell'Età dei Lumi), governata, a quanto pare, dalle "forze del male". Hibble
(un Morgan Freeman in gran forma, asciutto e dignitoso nel ruolo del servo di una perfida
tenutaria di un bordello per ricchi; testimone composto degli strani avvenimenti, che,
come in "Seven", non puo' scongiurare) parte per l'Europa: deve ritrovare la
figlia di Moll dispersa in patria.
La
ritrova in un orfanatrofio dopo circa nove anni di ricerche. E siccome la piccola Flora
(l'esordiente Aisling Corcoran, con le espressioni di un monellaccio alla Culkin) sembra
già ripercorrere le sfortunate gesta della madre, Hibble, comandato da una misteriosa
benefattrice, come ammonimento e ragguaglio, deve leggergli il diario redatto dalla madre
(una luminosa Robin Wright) prima di morire. Così in flash-back scorreranno "Le
fortune e le sventure della famosa Moll Flanders". Quello che è un onesto melodramma
giustamente concitato ed esagerato e che provocherà i soliti futili sdegni dei critici
più seri e letterari. Ciò che importa è, comunque, aver assistito ad una riflessione
cinematografica in cui la discussa perdita d'innocenza degli americani sembra un fatto
acquisito come per trasmissione ereditaria e con cui si deve certo tornare a fare i conti
- Moll innocente non è, e la figlia Flora nel viaggio (d'identità) che la conduce in
America si deve sorbire, d'altronde sbadigliando, il resoconto non sempre piacevole delle
sue imprese. La frontiera questa volta guarda ad Est.