MINUTI
CONTATI
(NICK OF TIME)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: John Badham
Sceneggiatura: Patrick Sheane Duncan
Fotografia: Roy H. Wagner
Musiche: Arthur B.Rubinstein
Scenografia: Philip Harrison
Montaggio: Frank Morriss
Prodotto da: John Badham
(Usa, 1995)
Durata: 89'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Gene Watson: Johnny Depp
Mr. Smith: Christopher Walken
Huey: Charles S. Dutton
Miss Jones: Roma Maffia
Eleanor Grant: Marsha Mason
Brendan Grant: Peter Strauss

Giunti alla Union Station, nel centro di Los Angeles, per un appuntamento, Gene
Watson e la sua figlioletta Lynn vengono improvvisamente presi in ostaggio da una coppia
di finti poliziotti.
All'uomo è consentito di allontanarsi, ma con un preciso scopo: dovrà commettere un
omicidio entro i successivi 90 minuti, altrimenti la bambina verrà uccisa, circostanza
che ugualmente si verificherà nel caso in cui egli tenti di avvertire le autorità della
cosa o comunque cerchi aiuto.
E' evidente che, alla fine della storia, il Nostro riuscirà a cavarsi d'impaccio assieme
alla bimba: ciò che dovrebbe tener avvinto alla poltrona lo spettatore di "Minuti
contati" - firmato da un John Badham che nella sua ormai lunga carriera ha fatto di
meglio, pure nel campo del cinema d'azione - è il racconto del come questo avvenga, delle
astuzie messe in atto dal protagonista per giungere in porto sano e salvo.
Girato con la tecnica del tempo reale (come, ad esempio, "Nodo alla gola" di
Hitchcock, regista del quale si cerca di mutuare anche stile ed intenzioni), il film non
riesce a sfruttare appieno i vantaggi forniti dalle tre classiche unità: a scorno del
timing contenuto, finisce invece per incagliarsi nelle secche della ripetitività e della
noia, risultando statico e prevedibile negli sviluppi narrativi (che il marito fosse
coinvolto nel complotto, ad esempio, lo si comprende praticamente subito).
Depp appare sufficientemente a proprio agio, Walken gigioneggia, gli altri meritano una
stentata sufficienza: brutta, infine, la fotografia di Roy H.Wagner.
Francesco
Troiano