MATRIMONIO A
4 MANICAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Andy Tennant
Sceneggiatura: Deborah Dean Davis
Fotografia: Kenneth D. Zunder
Montaggio: Roger Bondelli
Scenografia: Edward Pisoni
Musica: Sherman e Ray Foote
Produzione: James Orr e Jim Cruickshank
(USA 1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: ARTISTI ASSOCIATI
Distribuzione Home Video: FOX VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Diane: Kirstie Alley
Roger: Steve Guttenberg
Amanda: Mary-Kate Olsen
Alissa: Ashley Olsen
Vincent: Philip Bosco
Clarice: Jane Sibbett

Amanda
e Alissa sono due bambine di otto anni che hanno una cosa in comune: si assomigliano come
due gocce d'acqua. Eppure non sono gemelle.
Amanda è un'orfana ribelle e sboccata, mangia con le mani ed è una piccola campionessa
di baseball. Vive in un orfanatrofio sotto la tutela di un'educatrice, Diane (Kirstie
Allen) che in realtà le fa da madre. Alissa è la figlia di un miliardario vedovo (Steve
Guttemberg), suona il pianoforte e va a cavallo. Vive in un castello e soffre di
solitudine. Il padre le vuole bene ma è molto indaffarato e minaccia di sposarsi con una
donna odiosa, Clarice. Un giorno le due piccole sosia si incontrano e, dopo aver superato
il primo momento di smarrimento, decidono di approfittare della loro somiglianza per
mettere a punto un piano destinato a renderle felici: fare in modo che il padre dell'una
sposi la "madre" dell'altra.
Anche se si tratta di un film per ragazzi, o proprio per questo, non si può rimanere
indifferenti di fronte all'abilità professionale che si nasconde dietro ad un prodotto
come "Matrimonio a 4 mani". La cura con la quale è stato scritto, prodotto,
realizzato appare come un valore specifico del cinema hollywoodiano. Nessun produttore
europeo, infatti, è oggi in grado di realizzare un film del genere destinato ad un
pubblico aldisotto dei quindici anni, come dimostra il fallimento del nostro "Palla
di neve". Il fatto è che gli hollywoodiani prendono maledettamente sul serio i film
per ragazzi, che rappresentano una fetta consistente del loro pubblico, e non si possono
permettere di sbagliare.
La
prima regola per conquistare il pubblico è quella di rispettarlo. Rispettare il pubblico
infantile significa non sottovalutare la sua intelligenza, la sua perspicacia, e
sopratutto il suo senso dell'umorismo. "Matrimonio a 4 mani" è quindi prima di
tutto un film molto spiritoso. E lo è nei dialoghi, vale a dire in un aspetto del film
che si pensa, a torto, sia destinato ad essere poco recepito dai ragazzi. Le battute
divertenti pronunciate dai protagonisti del film non si contano e non sfigurerebbero
nemmeno in una commedia più adulta.
Ma "Matrimonio a 4 mani" è sopratutto una favola solare, che non vuole
provocare incubi nei bambini e sprigiona un sentimento di felicità. Felicità che potrà
apparire illusoria, se si guarda al mondo così come ci viene descritto nel film.
L'orfanatrofio nel quale vive la piccola Amanda sembra un paradiso, Steve Guttemberg è un
miliardario onesto (una contraddizione in termini), e tra lui e la giovane educatrice
nasce l'amore a prima vista. Non esistono cattivi sentimenti e cattivi pensieri, eccetto
per il personaggio della "strega" Clarice che però è talmente caricaturata da
non destare nessuna preoccupazione.
I pedagoghi si potranno chiedere se sia realmente educativo presentare ai bambini un mondo
tanto perfetto e tanto distante da quello che poi verranno a conoscere. Ma questo è
un'argomento che esula dalla nostra competenza.
Gianguido Spinelli