I MAGI
RANDAGICAST TECNICO ARTISTICO
Soggetto, sceneggiatura, regia: Sergio Citti
Collaborazione alla sceneggiatura: David Grieco, Michele Salimbeni
Fotografia: Franco Di Giacomo
Scenografia e costumi: Danilo Donati
Musica: Ennio Morricone
Montaggio: Ugo De Rossi
Prodotto da: Francesco Torelli
(Italia, Francia, Germania,1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: Istituto Luce
PERSONAGGI E INTERPRETI
L'italiano: Silvio Orlando
Il tedesco: Patrick Buchau
Il francese: Rolf Zacher
Il parroco: Gastone Moschin
Re Mago: Roberto Simmi
Re Mago: Bob Tron
Re Mago: Osvaldo Buoso

"I
magi randagi" segna il ritorno alla regia, dopo sette anni di assenza, di Sergio
Citti, allievo e "collaboratore" di Pierpaolo Pasolini, già autore di film come
"Ostia", "Storie scellerate", "Casotto" e
"Mortacci".
Il "poeta" conserva intatta la sua maestria che, sotto le apparenze naif, svela
sincere emozioni e divertimento meditato. Tre morti di fame (Silvio Orlando, Patrick
Bauchau e Rolf Zacher) vengono ingaggiati per interpretare i magi in un presepe vivente da
un parroco di un piccolo paese (Gastone Moschin di cui non si dirà mai abbastanza),
nonostante l'ostracismo degli abitanti, che li accusano di stupro e li vorrebbero
castrare. I tre si salvano con un'improvvisa trovata ma, da allora, si rendono conto di
dover cercare davvero il bambinello avendo una strana cometa indicato, cosa apparentemente
impossibile, prima una femmina e poi due gemelli, senonchè capiscono che ogni bambino che
nasce è Gesu stesso che nasce.
Il film può essere sottovalutato e sbeffeggiato, ma la forza di Citti, fortunatamente è
intatta (ne è prova la straordinaria telenovela burina "frutto d'amore, frutto di
mare").
Di contorno, come sempre, il resto del clan: Franco Citti, Ninetto Davoli, Laura Betti.
Marco Medelin