Tempi Moderni

I film del 1996


LA LUPA

CAST TECNICO ARTISTICO

Sceneggiatura e Regia: Gabriele Lavia
tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga
Fotografia: Mario Vulpiani
Montaggio: Daniele Alabiso
Musica: Ennio Morricone
Scenografia: Carolina Ferrara, Paolo Innocenzi
Prodotto da: Pietro Innocenzi e Roberto Di Girolamo
Durata: 105'
(Italia, 1996)
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione home video: 20TH CENTURY FOX

PERSONAGGI E INTERPRETI

Gnà Pina/La Lupa: Monica Guerritore
Nanni: Raoul Bova
Malerba: Michele Placido
Padre Angiolino: Giancarlo Giannini
Maricchia: Alessia Fugardi

lupa1.jpg (12982 bytes)Più che un racconto, l'abbozzo di un racconto: così si potrebbe definire La lupa, cinque svelte paginette pubblicate in "Vita dei campi " (1880), eterogenea raccolta di racconti firmata da un Verga acerbo e minore. Pure, il bozzetto de "La lupa" conserva forti suggestioni ed incanta in virtù di " un'atmosfera remota, di leggenda, in cui si perdono le parole dei parlanti e se ne ha soltanto una vaga rabbrividente o musicale reminiscenza " (L. Russo).
Già portata sullo schermo nel 1953 da Alberto Lattuada, in una pellicola torrida ed inquietante ambientata nella Matera degli anni '50 ed estrapolata dall'originario contesto rurale, la breve novella conosce ora nuovamente le vie dell'adattamento cinematografico ad opera di Gabriele Lavia, che ne ha ripristinato le primigenie coordinate d'epoca ed ambientazione con scrupolo quasi filologico.
Fotografata in toni rossastri ed asperrimi da Mario Vulpiani, commentata da una colonna sonora enfatica e ridondante (Morricone è, qui, al suo peggio), la storia della febbrile passione di 'Gnà Pina per il giovane Nanni è resa secondo moduli vetusti e di manifesta origine teatrale: sorta di kammerspiel all'aria aperta, il film di Lavia si estenua nell'inutile ricerca di una compattezza stilistica che infonda un barlume di vita in questo piccolo e stucchevole presepio tardoverista. A fronte di tanta banalità, finisce per crescere nel ricordo (volendo restar nel campo della trasposizione verghiana) anche un quasi western barocco ed esaltato come il vecchio "L'amante di Gramigna " (1969) di Carlo Lizzani; fors'anche perché lì gli attori si chiamavano Gian Maria Volontè e Stefania Sandrelli, invece che Monica Guerritore e Raoul Bova.

Francesco Troiano

A PROPOSITO DELLA LUPA di Marco Medelin