LUNA E
L'ALTRACAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Maurizio Nichetti
Soggetto: Maurizio Nichetti, Stefano Albé
Sceneggiatura: Maurizio Nichetti, Nello Correale,
Laura Fischetto, Stefano Albé
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografia e costumi: Maria Pia Angelini
Musica: Carlo Siliotto
Montaggio: Rita Rossi
Prodotto da: Ernesto Di Sarro per la Bambů
(Italia, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione Home video: FOX EAGLE
PERSONAGGI E INTERPRETI
Luna di Capua: Iaia Forte
Suo padre: Aurelio Fierro
Il direttore: Luigi Burruano
Il maestro Caimi: Ivano Marescotti
Angelo Franchini: Maurizio Nichetti
Il macellaio: Eraldo Turra
La madre di Mijscia: Eva Robin's


Le
ombre si ribellano, stanche e insoddisfatte, pronte ad esplodere la voglia di vita che
tutti i giorni noi trascuriamo, costretti da non si sa bene cosa: esplode, nel dialetto,
nell'andatura sfacciata, nei numeri del circo, nella sistemazione in un bordello, l'ombra
di Luna di Capua, composta maestrina napoletana di una scuola elementare milanese
nell'autunno del 1955.
Intorno a lei l'Italia con i segni non ancora scomparsi della guerra, con le bombe
minacciose nei prati senza cemento, gli insegnanti reazionari, nostalgici di quando c'era
lui, e gli artisti del tendone, tutto a pochi anni dalla legge Merlin ed a pochissimi
giorni dall'avvento di "Lascia o raddoppia?". Ipocrisia ed ingenuita' di un
periodo decisivo della nostra storia recente, dove una lanterna magica puo', separando le
ombre dai corpi, creare scompigli inspiegabili e mutare il corso di un'esistenza. Commedia
ed emozioni: una ricetta che e' l'uovo di Colombo e che Maurizio Nichetti ripropone con
semplicita', ma con grande professionismo: una strada che si apre per la salvezza del
nostro cinema, tanto famoso all'estero, quanto bistrattato ed ignorato in Italia, per la
scarsa lungimiranza, la volgarita' che diventa legge, la malafede di un sistema marcio,
corrotto, opportunista, dove lo stato produce film destinati al massacro, e tutti quanti
pontificano e tutti quanti si piangono addosso. Nichetti risponde con la forza delle idee
e con la coerenza del suo cinema , fantasia e divertimento, che utilizzano gli effetti
speciali, come fanno con la musica, le luci, le scenografie: tutti mezzi per lasciare allo
spettatore qualcosa di piu' dei videogiochi o dei drammoni sfornati in serie, qualcosa che
scava con accuratezza, ma in piena liberta', nel patrimonio nazionale, dove deve pure
esistere un'alternativa tanto ad Antonioni, quanto a Vanzina o Verdone.
La ricostruzione d'epoca e' divertente, ricorda, ma senza calcare la mano, i film di
Emmer, la Milano di "Ragazze d'oggi", ma anche dello "Svitato", e la
componente napoletana, nostalgica e gustosa, non cade nella macchietta gratuita: d'altra
parte, dopo l'occhio rigoroso della nuova scuola partenopea, sarebbe davvero fuori tempo
massimo. Gli attori illuminano lo schermo, secondo la teoria di Nichetti, che ribadisce di
non aver bisogno di Stallone o della Stone, e che riserva per se' il ruolo del bidello
innamorato della maestra. Ma, se lo Charlot nostrano si mantiene negli spazi consueti,
Iaia Forte, invece, dona alle due Lune tutta la luce degli occhi, tutte le forme del
corpo, facendone due opposti esemplari e, ancora piu' brava, riunendoli alla fine, quando
l'ombra rientrera' in una persona cambiata radicalmente. In un gruppo, con attori celebri
disponibili per dare un carattere ed un anima a personaggi con poche battute, dai gemelli
Ruggeri, finalmente separati, a Marescotti, alla donna barbuta Eva Robin's, una menzione
particolare, va ad un recupero clamoroso, quello di Aurelio Fierro, storico cantante
napoletano, prelevato, e' il caso di dirlo, dal suo ristorante, per interpretare il padre
della ragazza, in quello che e', se non un debutto assoluto, il primo vero ruolo da attore
(e che attore!) della carriera: un concentrato di nostalgia, di autocommiserazione
("l'aria di Milano fa male"), e, dopo, di vitalita' e positivita', culminate in
una delle piu' belle morti mai viste sullo schermo.
Marco Medelin
INTERVISTA a MAURIZIO NICHETTI e IAIA FORTE.