LESTCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia, soggetto, sceneggiatura: Giulio Base
Fotografia: Dante Della Torre
Montaggio: Claudio Di Mauro
Prodotto da: Claudio Bonivento Production
(Italia, 1993)
Distribuzione cinematografica: ISTITUTO LUCE
PERSONAGGI E INTERPRETI
Giulio Base, Valentina Emeri,
Gianmarco Tognazzi, Cristina Pastorelli

Secondo
lungometraggio di Giulio Base, "Lest", rispetto ai precedenti, dichiara
ambizioni più forti, livelli di significazione più "alti", rispetto ai quali
sembra poi indeciso se sia il caso di insistere più di tanto. Si tratta di un road-movie
verso l'Europa dell'est, alla ricerca di nuove frontiere dello spirito, attraverso il
quale si confrontano, per così dire, due diversi modi di concepire l'esistenza.
L'occasione di partenza, il pretesto, è il viaggio di nozze che una giovane donna,
abbandonata in prossimità dell'altare, non rinuncia a effettuare. La sposa abbandonata,
della quale sappiamo solamente che è di lingua madre tedesca ed è nata in un qualunque
paese dell'est europeo, viene accompagnata da un autista, Angelo, un ragazzotto della
periferia romana somigliante ai frustrati di "Crack", primo film di Base.
Dopo qualche giorno li raggiunge a Bratislava Jimbo, amico di Angelo, che avevamo già
visto nelle prime inquadrature. Come dicevamo, emerge da quest'ultimo film di Base un più
chiaro intento metaforico, che però, bisogna dire, ne costituisce anche il limite.
"Lest", tutto attaccato come "Lamerica" di Amelio, è un percorso che
diventa interiore, un viaggio volto al superamento di quelle barriere che ci impediscono
di comunicare in una maniera nuova. Tutto questo (e anche altro) nel film è espresso in
una maniera troppo facile. Il confronto tra l'autista, romanaccio e ignorante e la ragazza
filosofa, che si porta a spasso "La critica della ragion pura", una sorta di
"La bella e la bestia" "culturale", è, per lo meno, molto ingenuo.
Per il resto, l'alternanza di momenti da commedia, eccettuate alcune parti troppo
bozzettistiche, ci propone alcune divertenti gags quasi mute, commentati ironicamente
dalla musica. Non si puo pretendere, però, che qualcuno possa credere alla frottola
"spionistica" che la sposa abbandonata rifila ad Angelo, il quale, scoperta la
verità, ha pure il coraggio di arrabbiarsi: un po' troppo tonto per essere vero! Il
predicozzo sui diversi modi di intendere la vita, poi - uno dei migliori lo conoscono
all'est a quanto pare - Base ce lo poteva anche risparmiare, non gliene avrebbe voluto
male nessuno.
Alfonso
Iuliano