LEGAME
MORTALE
(THE TIE THAT BINDS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Wesley Strick
Sceneggiatura: Michael Auerbach
Fotografia: Bobby Bukowsky
Montaggio: Michael N. Knue
Scenografia: Marcia Hinds-Johnson
Musica: Graeme Revell
Prodotto da: David Madden, Patrick Markey,
John Morrissey, Susan Zachary
(USA, 1995)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: IIF
Distribuzione home video: COLUMBIA/IIF
PERSONAGGI E INTERPRETI
Leann Netherwoods: Daryl Hannah
John Netherwoods: Keith Carradine
Dana Clifton: Moira Kelly
Russell Clifton: Vincent Spano
Janie: Julia Devin
Lisa Marie Chandler: Cynda Williams
Gil Chandler: Bruce A. Young

Dopo aver partecipato alla scrittura di film come "Analisi finale",
"Wolf" e soprattutto lo scorsesiano "Cape Fear", Wesley Strick
conferma pienamente la sua predilezione per thriller di atmosfera fiabesca, con tutte le
loro innegabili radici hitchcockiane, aggiornati su problematiche più o meno
contemporanee. Come definire d'altronde la vicenda della piccola Janie (Julia Devin)
contesa pericolosamente tra i coniugi Netherwoods - i genitori naturali - e i Clifton -
aspiranti adottivi?
Da principio, Janie viene abbandonata dai genitori teppisti (Darryl Hannah e Keith
Carradine), costretti alla fuga dalla polizia, sul luogo di uno dei loro tanti delitti; i
due sono dei criminali pericolosi e sbandati somiglianti ai serial-killers che
imperversano sullo schermo da qualche tempo almeno per la soddisfazione che sembrano
trarre dai loro delitti. Russel Clifton (Vincent Spano) e sua moglie Dana (Moira Kelly)
sono invece una coppia esemplare a cui, causa sterilità, manca un figlio che possa
rendere più stabile la loro unione. Si recano per questo presso un'agenzia specializzata
in adozioni, la stessa dove è stata frattanto trasferita la piccola Janie. I due si
sentono immediatamente attratti dalla piccola o meglio per qualche misterioso motivo sono
scelti inequivocabilmente da lei.
Ma la piccola, visti i precedenti, non può certo
comportarsi da bambina normale e nonostante appaia soddisfatta della sistemazione, non
tarda a manifestare i suoi profondi turbamenti. Mentre i neo-genitori cercano di risalire
alle cause degli incubi di Janie, i genitori naturali si dimostrano per niente disposti a
lasciare la piccola dov'è, e senza troppi indugi si mettono a caccia - è la parola
giusta - della nuova famiglia.
Soggetto e sceneggiatura di Michael Auerbach, "Legame mortale" soffre per aver
dato corpo a personaggi poco delineati, o comunque poco interessanti e per le diverse
stucchevoli annotazioni psicologiche che non si giustificano con lo sforzo di aderire allo
sguardo della bambina. Gli autori del film intendono mordere alla cattiva coscienza dei
genitori del nostro tempo, alle false sicurezze che i "grandi" si costruiscono
tra le loro pareti domestiche - sarà infatti la bambina a dare il colpo decisivo al padre
cattivo e la casa della felicità a cui tenevano tanto i coniugi Clifton andrà distrutta
nello scontro finale. A Strick probabilmente dobbiamo la traslocazione di una buona parte
di "Cape Fear" (lascio a chi legge di riconoscere le tante e troppo evidenti
citazioni) all'interno di un film che sembra più che altro una prova o un saggio non
troppo convinti.
Alfonso
Iuliano