Tempi Moderni

I film del 1996


JANE EYRE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura: Hugh Whitemore, Franco Zeffirelli
Fotografia: David Watkin
Montaggio: Richard Marden
Scenografia: Roger Hall
Costumi: Jenny Beaven
Musiche: Alessio Vlad, Claudio Capponi
Produttori delegati per Miramax Films: Harvey Weinstein, Bob Weinstein
Coproduttori: Giovanella Zannoni, Jean François Lepetit
Prodotto da: Dyson Lovell
(GB/FR/ITA,1996)
Durata: 116'
Distribuzione cinematografica: UIP per RCS
Distribuzione home video: RCS

PERSONAGGI E INTERPRETI

Rochester: William Hurt
Jane Eyre: Charlotte Gainsbourg
Mrs. Fairfax: Joan Plowright
Jane adolescente: Anna Paquin
Grace Poole: Billie Whitelaw
Blanche Ingram: Elle McPherson
Bertha: Maria Schneider
Mr. Brocklehurst: John Wood
Mrs. Scratchered: Geraldine Chaplin
Mrs. Reed: Fiona Shaw
St. John Rivers: Samuel West
Mason: Edward De Sousa

jane.jpg (8755 bytes)Pubblicato per la prima volta nel 1847, "Jane Eyre" è uno dei grandi romanzi dell'ottocento. La tormentata ed intensa storia d'amore tra Jane e Rochester, ha affascinato intere generazioni di lettori.
Orfana di padre e di madre, la piccola Jane (Anna Paquin) cresce in casa di una ricca e arcigna zia (Fiona Shaw). Con la scusa di farle completare gli studi, la zia si sbarazza di Jane mandandola alla Lowood School, un tetro istituto religioso per bambini orfani. Qui Jane sperimenta un regime durissimo, ulteriormente inasprito dall'inflessibile direttore (John Wood) e dalla crudeltà di un'insegnante (Geraldine Chaplin). Anni dopo, ottenuto il diploma di insegnante, Jane (Charlotte Gainsbourg) lascia la Lowood School per recarsi nello Yorkshire, a Thornfield Hall, un'imponente casa di campagna dove la attende un impiego di istitutrice. In quello che le sembra un paradiso terrestre, Jane incontra il padrone di casa, Rochester (William Hurt). Tra loro nasce una segreta ammirazione reciproca che lentamente si trasforma in un grande amore il quale viene però messo a dura prova da una serie di avvenimenti drammatici, causati dal riaffiorare del tormentato passato di Rochester.
Descrivere questa storia in poche righe non è semplice. Jane Eyre è il racconto di una vita intera, ma è anche un affresco di un epoca, di un modo di pensare. E' la storia di una donna, delle sue sofferenze, ma anche della sua immensa forza, della sua indipendenza di pensiero e sopratutto della sua profonda capacità di amare.
Per questo motivo sono rimasto molto colpito dall'ottimo lavoro di Franco Zeffirelli e Hugh Whitemore che sono riusciti a trarre dal romanzo di Charlotte Bronte, un bellissimo film. Raramente si assiste alla riuscita della trasposizione cinematografica di un grande romanzo. Questo è uno di quei rari casi.
jane2.jpg (10450 bytes)Zeffirelli ha colto in pieno l'essenza del romanzo, le sue atmosfere, la sua sobrietà. Non è caduto nella trappola di un possibile e facile romanticismo, ma ha anzi rispettato l'estremo rigore narrativo della Bronte, eliminando dal film tutte le parti del libro che potevano in qualche modo allontanare lo spettatore cinematografico. Ha sostanzialmente dimostrato di avere ben compreso questo romanzo e cosa ancora più importante di rispettarne la ragion d'essere.
Ma il pregio maggiore di questo film è l'eccezionale cast. Raramente la scelta degli attori è stata così intelligente. Non c'è un singolo interprete che non sia degno di nota. Su tutti primeggia Charlotte Gainsbourg, un'attrice straordinaria, di una intensità e una forza uniche nel panorama del cinema europeo. Tutti questi elementi celano assai bene i soliti difetti di Franco Zeffirelli, che pur mettendo in risalto le sue eccezionali doti di esteta, non è sicuramente un regista di alto livello. Manierista nel suo modo di raccontare attraverso le immagini, opta troppo spesso di passare le informazioni al pubblico attraverso l'uso della parola. Sicuramente questo gli deriva da una formazione prevalentemente letteraria che pur essendo la ragione stessa per cui è riuscito a cogliere il significato del romanzo della Bronte, è anche il motivo principale per cui mi stupisco di me stesso nel parlare bene di un suo film.

Sebastiano Tecchio