JACK
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Francis Ford Coppola
Sceneggiatura: James Demonaco e Gary Nadeau
Fotografia: John Toll, A.S.C.
Musica: Michael Kamen
Scenografia: Dean Tavoularis
Costumi: Aggie G. Rodgers
Montaggio: Barry Malkin
Prodotto da: Ricardo Mestres, Fred Fuchs e Francis Ford Coppola
(USA, 1996)
Durata: 113'
Distribuzione cinematografica: BUENA VISTA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jack Powell: Robin Williams
Karen Powell: Diane Lane
Brian Powell: Brian Kerwin
Signorina Marquez: Jennifer Lopez
Lawrence Woodruff: Bill Cosby
Dolores Durante: Fran Drescher
Louis Durante: Adam Zolotin
Edward: Todd Bosley
John-John: Seth Smith
George: Mario Yedidia
Johnny Duffer: Jeremy Lelliott
Victor: Hugo Hernandez
Eric: Rickey D'Shon Collins
Paulie: Michael McKean

Il
piccolo Jack soffre di una malattia comune a tutti gli esseri umani, e dalla quale nessuno
può fuggire: la senescenza. Solo che, nel suo particolarissimo caso, l'invecchiamento
avviene ad una velocità quattro volte superiore a quella degli altri uomini. Per il resto
è una persona perfettamente sana, con la mente di un bambino di dieci anni e il corpo
completamente sviluppato di un quarantenne.
I genitori lo amano e lo proteggono in modo maniacale, comprendendo le difficoltà che un
tipo "speciale" come lui potrebbe incontrare nella "normale" società.
Il suo destino è segnato sin dalla nascita (si potrebbe anche dire che ad essa è
direttamente proporzionale), che avviene dopo due soli mesi di gestazione, cogliendo
impreparati i genitori durante una chiassosa festa in maschera cui, da perfetti bambinoni
americani, partecipano con felice trasporto. Le prime immagini che Jack vede con lo
sguardo sfocato e incerto di un neonato, sono quelle del padre mascherato dal robot del
mago di Oz e della madre truccata da Morticia della famiglia Addams, anch'essi, a loro
modo, infanti in corpi di adulti. Il film, che si avvale dell'approccio tecnico e
produttivo di un maestro come Coppola, è diretto con la fantasia, l'immediatezza e la
macchinosa semplicità tipica di un bambino. Ciò può risultare, a seconda dei casi,
estremamente irritante o pienamente gratificante per lo spettatore. A prescindere comunque
da qualsiasi reazione soggettiva, bisogna notare come le numerose cadute di tono
contribuiscano ad avvicinare la poetica del film ad una disarmante prevedibilità,
piuttosto che ad un'illuminata visione del mondo preadolescenziale.
Francis Ford Coppola aveva già esplorato simili temi nello sfortunato "Peggy Sue si
è sposata", in cui una donna vicina alla cinquantina (meglio: la sua mente) si
ritrovava magicamente nel suo corpo da teenager, indietro nel tempo, con la possibilità
di migliorare il proprio futuro grazie alle esperienze accumulate. Per Jack è la stessa
(invertita) cosa, usa cioè il suo corpo troppo sviluppato per farsi accettare dai
bambini, suoi simili mentalmente: essendo alto è molto forte a basket e, cosa ancor più
gradita ai coetanei, può liberamente acquistare riviste porno come un qualsiasi adulto.
La
migliore scena del film, capace di mostrare con efficacia il terribile disagio umano del
povero Jack, è quella in cui, timidamente, questo strano bambino chiede alla maestra (la
persona fisicamente più vicina a lui) di andare a ballare, ottenendo un prevedibile (e
doloroso) rifiuto. L'intera opera si regge soprattutto sull'interpretazione del grande
Robin Williams, che dona istantanea credibilità al suo personaggio (che, peraltro, non è
nuovo nella vasta filmografia dell'attore: basti pensare a "Jumanji"),
preferendo ancora una volta un ruolo da "diverso" in un corpo che mal gli si
adatta. Ottimo anche il resto del cast, fra cui spiccano Diane Lane nella parte della
madre e il simpatico Bill Cosby in quella del precettore privato di Jack. L'ultima
perplessità riguarda il pubblico cui questo film dovrebbe rivolgersi. Verrebbe spontaneo
pensare ai bambini ma, nasce lecita la domanda, saranno in grado di apprezzare i numerosi
livelli di lettura dell'opera? D'altra parte gli adulti, con la loro smaliziata
esperienza, avranno l'ingenuità necessaria per farsi affascinare dalla storia? A tutte
queste domande rispondono i magri risultati al botteghino USA. Mi chiedo: è davvero così
difficile riuscire ad amare "Jack"?
Luigi De
Angelis