Tempi Moderni

I film del 1996


UN INVERNO FREDDO FREDDO

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Roberto Cimpanelli
Soggetto e sceneggiatura: Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli, Roberto Cimpanelli
Fotografia: Maurizio Calvesi
Scenografia: Luciano Ricceri
Costumi: Paola Marchesin
Montaggio: Sergio Montanari
Musica: Claudio Cimpanelli
Prodotto da: Roberto Cimpanelli
(Italia, 1996)
Durata:
Distribuzione cinematografica: LIFE INTERNATIONAL
Distribuzione home video: COLUMBIA TRI STAR

INTERPRETI

Cecilia Dazzi
Carlotta Natoli
Paola Tiziana Cruciani
Frederique Feder
Armando De Razza
Marco Messeri
Valerio Mastrandrea

Dopo la prima infornata natalizia, quella dei film frettolosi, da sveltina, specialita' nella quale il nostro cinema primeggia economicamente e cronometricamente, puo' accadere di imbattersi in un progetto folle come questo "Un inverno freddo freddo", fortemente voluto da Roberto Cimpanelli, che lo ha prodotto e diretto e che per esso ha notevolmente diminuito il suo impegno di distributore. Un film folle, fuori tempo massimo, estremo tentativo di adattare ai nostri giorni tristi l'onesta voglia di vivere delle commedie corali del neorealismo rosa. O forse no? Se il rimando alle storie di Luciano Emmer, di Renato Castellani e di tanti altri semidimenticati "artigiani" e' forse tanto forte da correre il rischio di imbalsamazione, l'operazione merita invece tanto incoraggiamento, per l'idea che la sospinge ed anche per la notevole realizzazione. Le stesse commedie di allora, d'altronde, per quanto muovessero da una societa' diversa, al tempo stesso la manipolavano, mostrandone scorci sicuramente reali, ma parziali, rassicuranti, popolari, senza che tutto cio' appaia una forzatura (ogni soggetto perche' divenga film viene strizzato e battuto allo stremo, perche' poi possa rilucere, e nessuno se ne lamenta): perche', dunque, non riservare un trattamento simile allo squallore quotidiano, magari non nascondendolo, ma relegandolo a sfondo piu' o meno presente sul quale i personaggi possono muoversi e mostrare senza vergogna i loro sogni, quelli infranti, quelli realizzati, quelli ancora da venire. "La vita e' una serie di lampadine che poco alla volta si spengono; qualcuna puo' riaccendersi, ma non tutte": questo e', appunto il sogno, ma nel vero senso della parola, di Rosanna, giovane romana che lavora, assieme ad altre due donne, Monica e Danila, in un salone di bellezza; gli affari vanno male, anzi malissimo, e le vicende sentimentali e familiari delle tre si intrecciano con quelle del negozio e della sua altezzosa ed irresponsabile proprietaria, Guya, una francese innamorata di un losco figuro, spinta al suicidio dal peso delle cambiali. Sfiorata la morte, nascera' un sentimento inaspettato di reciproca complicita' con le ragazze, forte abbastanza per navigare unite sulle onde minacciose dell'amore, che, forse, e' davvero la piu' colossale delle catastrofi: tra coattelli pieni di ambizioni, mariti falliti, professionisti sporcaccioni, alcuni sopportati con beata rassegnazione, altri agognati per motivi che la mente non sa spiegare ma che non puo' nemmeno impedire, l'amicizia tra donne, quella vera e disinteressata, si rivela l'unico valore che regge al tempo. Un'interesse verso la psicologia femminile che ricorda (ne abbiamo citati tanti, scomodiamo anche lui) Antonio Pietrangeli, libro di testo in materia e modello purtroppo insuperato; Cimpanelli, con l'aiuto di una sceneggiatura robusta, forse anche troppo, troppo evidente in ogni passaggio, raccoglie, capta, ricorda, talvolta ruba decisamente da tutto un patrimonio che potrebbe essere d'esempio per un cinema leggero e insieme dignitoso, un cinema di consumo, meno scadente e piu' vicino alla realta', con i sogni e le disillusioni, con le lampadine che si spengono e si riaccendono a volte, ma non tutte: in pratica, quello che si fa oggi in molti paesi, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, passando per l'Europa e non solo, un cinema di idee e di sentimenti, adattato alla situazione specifica italiana, delle grandi citta' del nord e del sud, alla provincia, ai paesi.

Marco Medelin