INTERVISTA A NOAH TAYLOR
Negli anni ti ho visto recitare in un milione di
ruoli diversi ma sempre da adolescente introverso e un po' squinternato... Anche in Shine
il tuo personaggio e' molto piu' giovane della tua vera eta'...
E' vero, ma ora basta. Voglio fare qualcosa di nuovo. Sono troppo vecchio per continuare a
fare l'adolescente. Non mi ricordo piu' come ci si sente a diciott'anni. Il ruolo in Shine
pero' era stupendo e non ho potuto dire di no.
Quanti anni hai?
Ne ho compiuto Ventisette a settembre. Ero al Festival di Venezia, un posto stupendo per
festeggiare un compleanno.
In un intervista di qualche tempo fa hai parlato della
tendenza al suicidio che si va diffondendo sempre piu' tra i giovani australiani,
soprattutto tra i ragazzi. Non sara' che in una societa' liberale e cosi' bene organizzata
come la vostra i giovani in relata' non siano abituati a faticare piu' di tanto per
ottenere cio' che vogliono e quindi si sentono crollare il mondo addosso ad ogni piccola
difficolta'? Scusa se ti sembro un po' paternalista, ma in Italia noi non abbiamo il
sussidio di disoccupazione come voi ed abbiamo tra milioni di disoccupati, soprattutto
giovani e donne....
Questa si che e' una teoria interessante! No, penso che abbia piu' a che fare col fatto
che perlopiu' discendiamo da deportati. Sono solo duecento anni che l'Australia esiste
come stato e quindi solo due secoli fa era tutto un massacrare, violentare, torturare e
solo di recente, attorno al 1974, con la protesta contro il Vietnam, i maschi australiani
hanno smesso di andare a combattere all'estero guerre con le quali non avevano nulla a che
vedere. Nel corso della Prima Guerra mondiale, il trenta per cento della popolazione
maschile australiana e' morto in Europa, un posto dove non avevano nessuna ragione di
andare. Si trattava di una sorta di rito di iniziazione per i giovani maschi australiani.
Adesso non c'e' piu' e se vivi in campagna in Australia, dove non c'e' molto e adesso c'e'
anche una grossa crisi che ha investito soprattutto gli agricoltori, sei disoccupato, ti
annoi, e vieni preso dalla melanconia. Ha anche a che fare con l'essere di discendenza
irlandese...
E anche il confronto con una natura cosi' ostile...
Si, penso che la salvezza per gli australiani stia nell'abbracciare sempre di piu' la
cultura aborigena, nel non combattere la natura ma nell'allearti con essa, nel vivere
secondo le sue regole. Come molti altri australiani sento molto la mancanza di una storia,
di una mitologia, e pur discendendo dagli anglosassoni non mi sento a fatto a mio agio in
Inghilterra. Mi trovo bene in Germania, in Italia e quando andavo a scuola c'erano quattro
ragazzini di origine inglese e tutti gli altri erano greci o italiani. Un altro modo per
vivere bene in Australia e' andartene all'estero per un po', perche' da li' il resto del
mondo e' cosi' lontano e tutto sembra succedere altrove, e che tu ti stia perdendo tutto.
Poi torni e ti rendi conto che e' un paese meraviglioso perche' c'e' tanto spazio, tanta
liberta' ed e' un paradiso.
Mi fa piacere che ami tanto l'Australia. Molti tuoi
colleghi pero', appena possono se ne vanno all'estero. Tu andresti a lavorare in America?
Magari con Geoffrey Wright che tanti anni fa ti ha diretto inLover Boy ?
Si, mi piacerebbe lavorare di nuovo con Geoffrey. Pero' sono stato a Los Angeles un paio
di volte e la odio. E' un posto che mi e' cosi' estraneo e non so come faccia la gente a
viverci e a lavorarci. Tutti che leccano i piedi a tutti, uno schifo. Se potessi lavorare
a New York lo farei subito pero'. New York e' diversa e se mi offriranno dei progetti li'
ci andro' molto volentieri.
Che tipo di ricerche hai fatto per questo personaggio che
interpreti in Shine?
Le solite cose. Non ho incontrato Helfgott, pero'. Sentivo l'obbligo morale di
rappresentare quest'uomo straordinario nel modo piu' accurato possibile, ma sapevo gia' in
partenza che non sarei mai stato perfettamente uguale a lui. Volevo mostrare di lui il suo
essere come tutti gli altri, il suo non essere nato "diverso". Mi interessava
far vedere come la sua alienazione fosse veramente una conseguenza della pressione subita
da parte del padre.
Ma nel preparati per i ruoli che interpreti segui un
metodo ?
Non credo di essere un grande attore. Conosco bene i miei limiti. Per questo interpreto
solo personaggi per i quali quali riesco a provare una certa empatia. Quando interpreto un
personaggio cerco di trovare dentro di me quei sentimenti e quelle sensazioni che fanno
parte di tale personaggio, cosi' da stabilire un contatto.
Sai veramente suonare il piano?
Si suono a orecchio, anche se non troppo bene, a anche la viola, il corno francese e la
chitarra. Adoro la musica che e' sempre stata e sempre sara' la mia forma d'arte
preferita.
Che tipo di regista e' Scott, uno che ti lascia
collaborare e sviluppare idee tue o uno che ha gia' tutto chiaro in mente e ti spiega
semplicemente cosa fare e quando farlo?
Si e' trattato di un'esperienza di profonda collaborazione, per lo meno per quel che ha
riguardato la costruzione del mio personaggio. Shine e' un tipo di film in cui e'
importante che ci sia una perfetta simbiosi tra l'interpretazione, la regia, la fotografia
e il suono e tutti sapevano sin dall'inizio come il suono e le differenti scene sarebbero
dovute essere alla fine, quindi ciascuno ha contribuito a raggiungere la meta finale.
Inoltre, trattandosi di un film al quale Scott stava lavorando da oltre dieci anni, ho
cercato veramente di dare tutto quello che ho potuto, non solo per rispetto al suo
impegno, ma anche per David Helfgott.
Quant'e' difficile la vita per un giovane attore
australiano?
Abbastanza. E' difficile diventare ricchi o essere corteggiati dai registi e dai
produttori come succede in altri paesi.
Ricordo di aver visto Nicholas Hope, l'interprete di Bad
Boy Bubby che, nonostante avesse appena vinto il premio dell'Australian Film Institute
come migliore attore, faceva la fila all'ufficio della previdenza sociale per ritirare
l'assegno dell'indennita' di disoccupazione...
E' vero. Anch'io ho lavorato come lavapiatti lo scorso Natale e sono stato abbastanza
povero negli ultimi sei anni perche' non ho voluto fare alcuni film molto commerciali. E'
una situazione abbastanza imbarazzante e finisco sempre col fare cose assurde, tipo spot
pubblicitari vestito da pollo (cosi' non mi riconoscono!), o lavori che non hanno niente a
che vedere con la mia professione.
Quali sono i ruoli che preferisci?
Quelli molto dark..
E dello stato dell'industria del cinema nel tuo paese cosa
mi dici?
Mi sembra che sia in pieno rilancio. E' molto emozionante guardare in avanti. Sono pieno
di aspettative per cio' che accadra' nei prossimi dieci anni. Il livello dei tecnici e'
straordinario e adesso c'e' anche una forte presenza multiculturale a tutti i livelli,
mentre fino a dieci anni fa si trattava di un industria a predominanza maschile e
anglosassone.
Dopo Shine cos'hai fatto?
Ho appena finito di lavorare in True Love and Chaos, diretto da Stavros Efthymiou- il
produttore di Love and Other Catastrophes , un film nel quale finalmente recito il ruolo
di un ragazzo della mia eta'.
E nel tuo prossimo futuro cosa c'e'?
Non lo so. Stavo per fare un film orribile, diretto da Stephan Elliott, che pero' ha preso
l'epatite e quindi il progetto e' stato accantonato per il momento. E' un vero filmaccio e
lo avrei fatto solo per i soldi, perche' ho scartato tanti copioni ed e' un po' che non
lavoro, cosi' sono rimasto al verde. Mi sono stancato di vivere in maniera cosi' frugale,
come ho fatto negli ultimi quindici anni. Vorrei comprare una casa in campagna perche'
sono un maniaco depressivo e qualche tempo fa volevo suicidarmi, poi ho trascorso due mesi
su un'isola semi deserta, vivendo come un selvaggio, giravo in mutande e davo la caccia ai
gatti selvatici, poi mi sbracavo sulla spiaggia a leggere libri e facevo il bagno e ho
cominciato a sentirmi molto meglio. Cosi' ho capito che e' li che voglio vivere, scendendo
in citta' solo per lavorare.
Come si chiama quest'isola?
Kangaroo Island.
Ma li' fa piuttosto freddo...
Si, ma e' meglio in inverno che in estate, perche' col caldo si riempie di serpenti. Ma e'
bellissima.
Del resto tutta l'Australia e' piena di insetti terribili
e animali pericolosi...
E' vero, ma dopo un po' ci fai l'abitudine.
Sandra Bordigoni |