Sono rimasta abbastanza sorpresa nel
vedere che da Melbourne ci arriva finalmente una commedia, invece dei soliti film molto
seri e molto drammatici che abbiamo visto negli ultimi anni...
E' vero, la gente di Melbourne ha poco senso dell'umorismo (ride). In realta' e' perche'
Melbourne ama fregiarsi del suo attributo di citta' colta e molto intellettuale e rispetto
a Sydney e' un po' come New York rispetto a Los Angeles. L'umorismo di Melbourne e'
piuttosto "nero" e poi ritengo che la gran serieta' della maggior parte dei film
precedenti al nostro e' perche' sono stati realizzati da gente molto piu' grande di noi.
Tu hai solo 23 anni, vero?
Adesso ne ho 24 ma quando ho diretto il film ne avevo 23.
Che tipo di studi hai fatto?
Ho frequentato il Victorian College of the Arts, quello che una volta si chiamava
Swinburne.
Ed hai diretto altre cose prima?
Ho realizzato alcuni cortometraggi e un documentario. Quest'ultimo pero' dopo il film.
Come ti e' venuta l'idea per questa storia? Ti hanno ispirato i tuoi amici?
Beh, in tutto quello che uno fa si riflette parte della propria esistenza, pero' non direi
che si tratta di una storia autobiografica. E' una commedia molto classica, con i suoi tre
atti e tutto il resto, anche se e' ambientata in un'universita', e riflette l'ambiente in
cui abitualmente viviamo e ci muoviamo. Si tratta pero' di una storia inventata.
La sceneggiatura e' il frutto di una collaborazione fra piu' persone. Come ti sei
trovata a lavorare in una "squadra"?
Benissimo. Abbiamo scritto il copione in sole tre settimane e ci siamo divertiti
parecchio. E' stato tutto molto veloce e abbiamo bevuto un sacco di caffe'... (ride).
Come avete trovato i fondi per realizzare il film?
Abbiamo chiesto soldi a tutti nostri amici, familiari e conoscenti ed abbiamo girato tutto
il film con 45.000 dollari australiani (poco meno di 50 milioni di lire). Poi abbiamo
mostrato il tutto all'Australian Film Commission e loro ci hanno dato il resto dei soldi
(500.000 dollari australiani) che ci hanno permesso di gonfiare la pellicola a 35 mm. Non
e' stato difficile ottenere quel finanziamento perche' abbiamo mostrato loro un prodotto
gia' finito che aveva bisogno solo di essere ri-confezionato.
Come donna hai avuto qualche problema a trovare un tuo spazio all'interno
dell'industria del cinema?
Fino ad ora no, ma sono stata molto fortunata perche' ho lavorato con una troupe di sole
dodici persone, tutte molto giovani (l'eta' media era 25 anni) e le conoscevo tutte gia'
da prima. Mi hanno tutte aiutato ed appoggiato tantissimo, ma immagino che sia tutta
un'altra cosa quando lavori su un set molto piu' grande. Comunque ci sono un sacco di
registe in Australia e penso che da noi sia un po' piu' facile per le donne fare questo
mestiere, di quanto non lo sia in Europa o negli Stati Uniti.
Pensi di essere stata maggiormente influenzata dal cinema australiano o da quello
americano?
Devo molto , per esempio, a Richard Lowenstein, non tanto per quel che riguarda le
tematiche e lo stile, ma soprattutto perche' essendo stato uno dei registi che in
Australia hanno cominciato giovanissimi ed ha dimostrato che l'eta' non contava. Ci ha per
cosi' dire aperto le porte. Nel realizzare questo film pero' penso di essere stata
maggiormente ispirata dagli indipendenti americani, soprattutto per quel che riguarda gli
aspetti pratici del mestiere.