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INTERVISTA A KATRHYN BIGELOW
Hotel Hassler, Roma. Strano posto per un'intervista. La sala d'attesa di questo lussuoso albergo "primi del novecento" è forse il contesto meno adatto per intervistare una regista che in tutti i suoi film da "Il buio si avvicina" fino al recente "Strange Days" ha affrontato incubi metropolitani e cinema di genere. Un'autrice certamente anomala nel panorama cinematografico hollywoodiano dove le donne registe si contano sulla punta delle dita e, se ci sono, affrontano temi intimisti e familiari. Katrhyn Bigelow, invece, dopo il diploma in cinematografia alla Columbia university, ottenuto frequentando i corsi di Milos Forman (insegnante lontano anni luce dal cinema che poi la Bigelow ha realizzato), si è lanciata nel cinema di genere realizzando prima un film cult sui vampiri, "Il buio si avvicina", un horror ambientato nel midwest americano di oggi, poi un thriller, scombinato ma energico come "Blue Steel", dove Jamie Lee Curtis era una poliziotto rude e violenta e infine un poliziesco,"Point break", ambientato in un universo maschilista per antonomasia, quello dei surfisti. Il suo nuovo film, "Strange days" è un thriller ambientato in un'infernale Los Angeles alla vigilia del nuovo millenio. Un'umanità dilaniata dalle crescenti tensioni politiche e sociali si trascina verso quella che non si sa ancora se sarà la fine del mondo o l'inizio di una nuova era. In un'atmosfera alla "Blade runner" degna delle profezie di un Nostradamus si agitano delle creature faustiane che vendono, per così dire, la loro "anima" ad uno spacciatore di "emozioni" privo di scrupoli e di qualsiasi morale. In questo clima infernale l'ultimo ritrovato nel campo dell'entertainment è un apparecchio chiamato SQUID (Superconducting Quantum Interference Device) - che in inglese significa anche seppia. Si tratta di un walkman composto da un registratore e da una calotta a forma di medusa che, tramite uno speciale dispositivo, si collega alla corteccia cerebrale di chi lo adopera, registrandone le sensazioni visive, auditive, olfattive, tattili e gustative insieme alle emozioni da esse provocate. Tale registrazione su CD rom, puo essere poi riprodotta, ad uso e consumo di chiunque desideri condividere tale esperienza, in tutta la sua totalità. "Strange Days è stato scritto da James Cameron ex marito della Bigelow, con il quale la cineasta intrattiene ancora un ottimo rapporto professionale. Visti i suoi film mi aspetto di incontrare una donna bruttina, maschile e cameratesca e invece i miei stupidi pregiudizi vengono cancellati in un attimo quando vedo venirmi incontro questa donna elegante, gentile, alta un metro e novanta. Sembra una modella di "Vogue" e invece è proprio lei Katrhyn Bigelow. Signora Bigelow, questo film la consacra come una delle più brillanti giovani
registe del cinema americano e non è difficile capire perché abbia scelto di
realizzarlo, vorrei però sapere se c'è stato qualcosa in particolare, al di là della
storia che racconta, ad averla particolarmente affascinata in questo progetto fin
dall'inizio... "Strange days" nasce da un soggetto di James Cameron. In che misura è
intervenuta in fase di sceneggiatura e come si è sviluppata la sua collaborazione con Jay
Cocks, sceneggiatore del film? "Strange days", nonostante l'ambientazione futurista, ricorda soprattutto
personaggi e situazioni classiche del genere "noir". Il protagonista Lenny Nero,
ad esempio, è la classica figura del perdente vista in film come "The killers"
di Robert Siodmak. A questo proposito, ho delle perplessità. Per tutto il film, infatti, lo spettatore
è portato a credere che le tensioni sociali esploderanno in maniera apocalittica e
catartica alla vigilia del 2000, invece, alla fine c'è un lieto fine che, seppure
ineccepibile dal punto di vista dei protagonisti, lascia perplessi sotto l'aspetto
socio-politico. Ho avuto l'impressione che in fase di sceneggiatura fosse previsto un
finale "anarchico" ma che alla fine abbiate optato per quello
"politicamente corretto". Nel film, oltre agli elementi del genere "noir" sono presenti anche
atmosfere della letteratura moderna, in particolare della Patricia Cornwell di "Post
mortem"... Tutta l'esposizione del primo atto è molto lunga. Era preoccupata che
l'ambientazione, la rappresentazione dello squid, le motivazioni dei personaggi,
risultassero chiari allo spettatore prima di addentrarsi nella storia vera e propria? Hitchcock sosteneva che le informazioni messe in scena nel dialogo sono perse per il
pubblico. Non è paradossale che una regista come lei, che predilige la rappresentazione
per immagini, affidi la spiegazione finale del film ad una scena basata esclusivamente sui
dialoghi? La violenza nel suo film è molto esplicita. Come spettatore ho trovato l'elemento
voyeuristico molto disturbante... Avete avuto problemi con la censura? "Strange days" è ambientato nel 2000, una data che non è poi così
lontana. Come ha affrontato il problema della messa in scena? Tuttavia "Strange days" presenta una visione apocalittica del futuro...
Come mai ha scelto Los Angeles come immagine della megalopoli del futuro? Ma in un futuro in cui la realtà virtuale sarà accessibile a tutti e trasformerà i film in qualcosa cui accedere singolarmente, attraverso un apparecchio tipo walkman, secondo lei ci sarà ancora spazio per il cinema come evento collettivo? E' difficile azzardare previsioni, ma personalmente ritengo che nessuna apparecchiatura sarà in grado di sostituirsi al cinema come è sempre stato e come è adesso, non tanto nei termini dello spettacolo ma come rituale collettivo del quale l'uomo avrà sempre bisogno. La messa in scena dello squid è estremamente efficace. Vorrei sapere come ha
affrontato il problema delle riprese, visto che si tratta di un linguaggio cinematografico
molto diverso dalla rappresentazione visiva utilizzata nella storia normale... Perché ha scelto un attore inglese come Ralph Fiennes per interpretare il ruolo di
un ex poliziotto americano? La musica gioca un ruolo fondamentale nel film, soprattutto per quel che riguarda la
creazione dell'illusione che ciò che è rappresentato sullo schermo sia veramente un
futuro prossimo... Pensa di aver subito l'influenza del cinema di Hong Kong? E il cinema italiano le piace? Un'ultima domanda: è vero che girerà una Giovanna d'arco moderna? |
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