Incontro i due attori, primo dei giornalisti, la
mattina di mercoledì 2 Ottobre alle 9.30 e non so se sia proprio un privilegio. Un po'
assonnati e uggiosi come il tempo ci accomodiamo per dare il via all'intervista. Duquenne
mi sembra un po' svogliato. Nel film, invece, era quello che sembrava aver più energia di
tutti. Ha già partecipato al precedente film di Van Dormael nel ruolo di Celestino, il
fratello di Thomas nato nella lavatrice. Fa l'attore per una compagnia teatrale belga con
cui dice di aver girato mezzo mondo ed è un vero attore con buone capacità espressive.
Auteil gode già di buona fama e in Italia è ricordato soprattutto per "Un cuore in
inverno".
Tempi Moderni: Qual'è stata la molla che vi ha spinto a partecipare a questo film?
Auteil: Il mio incontro con Jaco Van Dormael risale al 1988 quando mi
propose "Toto le Heros". Oltre alla sceneggiatura mi diede in visione tre suoi
cortometraggi. PoichË ero già impegnato non potemmo lavorare insieme in quell'occasione,
ma impressionato favorevolmente dai suoi corti e poi ancor più da "Toto le
heros" gli dissi che sarei stato felice di fare il suo prossimo film. Quando Van
Dormael mi ha proposto "L'ottavo giorno", ho ascoltato quello che mi ha
raccontato e ho accettato senza aver letto la sceneggiatura. Ci sono voluti poi quattro
anni per realizzarlo.
Duquenne: Conoscevo Van Dormael e mi era piaciuto molto lavorare con lui.
Il film in Francia ha avuto un buon successo al botteghino. Come pensate che il
pubblico abbia accolto il messaggio pessimista del finale riguardo al rapporto tra i due
protagonisti?
Auteil: Credo che questo film sia stato una sorta di catalizzatore, un film che ha
scatenato le emozioni in moltissima gente, soprattutto nelle persone molto chiuse che
hanno difficoltà nel vivere il quotidiano, la vita sociale. Credo che molti si siano
riconosciuti in questa forma un po' autistica di comunicazione. Il finale forse è
pessimista ma è anche una parabola, perché, come dice Van Dormael George e Harry sono un
po' le due facce della stessa medaglia.
I due personaggi sono entrambi segnati dalla solitudine. Cosa li fa rimanere
insieme?
Auteil: I due inizialmente partono da una situazione di crisi, sono in cerca di una
felicità che è scomparsa, George Ë in cerca della mamma, Harry della famiglia. Soltanto
piu tardi i due si avvicinano e forse quella forma di amore che Harry non puo' dare alla
famiglia la riversa su Georges che fa piu o meno lo stesso.
Vi siete ispirati a qualche altra accoppiata della storia del cinema per la
recitazione?
Auteil: Ci siamo basati unicamente sul nostro incontro e non abbiamo pensato a
nulla di particolare, Van Dormael ha parlato di Stanlio e Olio soprattutto per avvisare il
pubblico che era un film dove si rideva.
I vostri personaggi sono stati scritti prima della vostra partecipazione al progetto
o sono stati scritti su di voi?
Auteil: Si, Jaco ha pensato subito a noi due.
Avete avuto la possibilità di improvvisare sul set?
Auteil: Non c'è stata improvvisazione a livello di dialogo perché Van Dormael su
questo è molto preciso. C'è stata improvvisazione a livello di umore soprattutto nelle
scene piu intense.
Ritenete che il vostro incontro e lo scambio cui a dato vita vi abbia fatto
maturare da un punto di vista professionale?
Auteil: Sicuramente si. Essendo Pascal un attore assolutamente disinibito ha
accellerato moltissimo il mio processo di disinibizione. Guardavo lui recitare e quando
trovavo spazio mi inserivo.
Duquenne: Daniel è un attore molto bravo e sono molto fiero di aver recitato con
lui.
Che avete in serbo per il prossimo futuro?
Auteil: Ci sono dei film che ho già girato e che spero usciranno presto in Italia:
uno è "Les voleurs" di André Techiné, poi un film di Francis Girod in cui
interpreto uno psicanalista che si fa prendere da una passione criminale, quindi un film
di Claude Berri su dei partigiani e finalmente dopo aver indagato per dieci anni tutti gli
aspetti dell'animo umano girerò un film fisico di cappa e spada. Dopo spero ancora di
lavorare con Van Dormael, ma siccome lui ci mette cinque anni a scrivere una sceneggiatura
nel frattempo faccio qualcos'altro.
Duquenne: Sicuramente voglio continuare a fare cinema, che sia poi con Van Dormael
o con Catherine Deneuve o Depardieu fa lo stesso.
Alfonso Iuliano