Tempi Moderni

Interviste


Intervista a Daniel Auteil e Pascal Duquenne

Incontro i due attori, primo dei giornalisti, la mattina di mercoledì 2 Ottobre alle 9.30 e non so se sia proprio un privilegio. Un po' assonnati e uggiosi come il tempo ci accomodiamo per dare il via all'intervista. Duquenne mi sembra un po' svogliato. Nel film, invece, era quello che sembrava aver più energia di tutti. Ha già partecipato al precedente film di Van Dormael nel ruolo di Celestino, il fratello di Thomas nato nella lavatrice. Fa l'attore per una compagnia teatrale belga con cui dice di aver girato mezzo mondo ed è un vero attore con buone capacità espressive. Auteil gode già di buona fama e in Italia è ricordato soprattutto per "Un cuore in inverno".

Tempi Moderni: Qual'è stata la molla che vi ha spinto a partecipare a questo film?
ottavo2.jpg (10047 bytes)Auteil: Il mio incontro con Jaco Van Dormael risale al 1988 quando mi propose "Toto le Heros". Oltre alla sceneggiatura mi diede in visione tre suoi cortometraggi. PoichË ero già impegnato non potemmo lavorare insieme in quell'occasione, ma impressionato favorevolmente dai suoi corti e poi ancor più da "Toto le heros" gli dissi che sarei stato felice di fare il suo prossimo film. Quando Van Dormael mi ha proposto "L'ottavo giorno", ho ascoltato quello che mi ha raccontato e ho accettato senza aver letto la sceneggiatura. Ci sono voluti poi quattro anni per realizzarlo.
Duquenne: Conoscevo Van Dormael e mi era piaciuto molto lavorare con lui.

Il film in Francia ha avuto un buon successo al botteghino. Come pensate che il pubblico abbia accolto il messaggio pessimista del finale riguardo al rapporto tra i due protagonisti?
Auteil: Credo che questo film sia stato una sorta di catalizzatore, un film che ha scatenato le emozioni in moltissima gente, soprattutto nelle persone molto chiuse che hanno difficoltà nel vivere il quotidiano, la vita sociale. Credo che molti si siano riconosciuti in questa forma un po' autistica di comunicazione. Il finale forse è pessimista ma è anche una parabola, perché, come dice Van Dormael George e Harry sono un po' le due facce della stessa medaglia.

I due personaggi sono entrambi segnati dalla solitudine. Cosa li fa rimanere insieme?
Auteil: I due inizialmente partono da una situazione di crisi, sono in cerca di una felicità che è scomparsa, George Ë in cerca della mamma, Harry della famiglia. Soltanto piu tardi i due si avvicinano e forse quella forma di amore che Harry non puo' dare alla famiglia la riversa su Georges che fa piu o meno lo stesso.

Vi siete ispirati a qualche altra accoppiata della storia del cinema per la recitazione?
Auteil: Ci siamo basati unicamente sul nostro incontro e non abbiamo pensato a nulla di particolare, Van Dormael ha parlato di Stanlio e Olio soprattutto per avvisare il pubblico che era un film dove si rideva.

I vostri personaggi sono stati scritti prima della vostra partecipazione al progetto o sono stati scritti su di voi?
Auteil: Si, Jaco ha pensato subito a noi due.

Avete avuto la possibilità di improvvisare sul set?
Auteil: Non c'è stata improvvisazione a livello di dialogo perché Van Dormael su questo è molto preciso. C'è stata improvvisazione a livello di umore soprattutto nelle scene piu intense.

ottavo4.jpg (5973 bytes)Ritenete che il vostro incontro e lo scambio cui a dato vita vi abbia fatto maturare da un punto di vista professionale?
Auteil: Sicuramente si. Essendo Pascal un attore assolutamente disinibito ha accellerato moltissimo il mio processo di disinibizione. Guardavo lui recitare e quando trovavo spazio mi inserivo.
Duquenne: Daniel è un attore molto bravo e sono molto fiero di aver recitato con lui.

Che avete in serbo per il prossimo futuro?
Auteil: Ci sono dei film che ho già girato e che spero usciranno presto in Italia: uno è "Les voleurs" di André Techiné, poi un film di Francis Girod in cui interpreto uno psicanalista che si fa prendere da una passione criminale, quindi un film di Claude Berri su dei partigiani e finalmente dopo aver indagato per dieci anni tutti gli aspetti dell'animo umano girerò un film fisico di cappa e spada. Dopo spero ancora di lavorare con Van Dormael, ma siccome lui ci mette cinque anni a scrivere una sceneggiatura nel frattempo faccio qualcos'altro.
Duquenne: Sicuramente voglio continuare a fare cinema, che sia poi con Van Dormael o con Catherine Deneuve o Depardieu fa lo stesso.

Alfonso Iuliano