GOODBYE Mr.
HOLLAND
(Mr. HOLLAND'S OPUS)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Stephen Herek
Sceneggiatura: Patrik Sheane Duncan
Fotografia: Oliver Wood
Montaggio: Trudy Ship
Scenografia: David Nichols
Musica: Micheal Kamen
Produzione: Ted Field, Michael Nolin, Robert W. Cort
(USA, 1995)
Durata: 150'
Distribuzione cinematografica: IIF
Distribuzione home video: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Glenn Holland: Richard Dreyfuss
Iris Holland: Glenne Headly
Bill Meister: Jay Thomas
Preside Jacobs: Olympia Dukakis
Gertrude Lang: Alicia Witt
Rowena Morgan: Jean Louisa Kelly
Cole a 6 anni: Nicholas John Renner
Cole a 15 anni: Joseph Anderson
Cole a 28 anni: Anthony Natale

Con una felice intuizione, la distribuzione italiana ha ribattezzato questo
film con un titolo destinato ad evocare l'ormai classico "Goodbye Mr. Chips",
pietra miliare del filone scolastico-college tanto importante nel cinema anglossassone. Ma
la sceneggiatura di Patrick Sheane Duncan ha ambizioni che vanno ben oltre il genere
sull'insegnamento. Vuole essere un film biografico, una saga di costume, un dramma
intimista sulla vocazione artistica, ed anche una commedia musicale "on-stage".
Vi si narra della vita di Glenn Holland, promettente compositore costretto a fare
l'insegnante di musica in una scuola superiore. L'insegnamento, dapprima vissuto
controvoglia come un ripiego provvisorio in attesa di tempi migliori, lo coinvolge sempre
di più, fino a trasformare la sua frustrazione per le ambizioni artistiche sacrificate,
in una vera e propria realizzazione esistenziale: e al termine della sua carriera, Holland
potrà guardare con orgoglio alle quattro generazioni di studenti sulle quali avrà avuto
un'influenza capitale, come alla sua vera opera artistica, più importante e più
esaltante della fama e dei soldi che una carriera musicale gli avrebbero procurato.
Per svolgere questo tema - un omaggio alla memoria di una sua insegnante di letteratura -
lo sceneggiatore racconta un'intera vita nell'arco di trent'anni di storia americana: ci
sono gli anni sessanta e la rivoluzione del Rock'n Roll, il trauma del Vietnam,
l'assassinio di Bob Kennedy, la morte di John Lennon, la recessione economica degli anni
novanta che costringe il governo a tagliare sulle spese per l'insegnamento, a scapito
delle materie artistiche. Ma ci sono anche le vicende quotidiane della vita coniugale, la
nascita paradossale di un figlio sordo (come Beethoven), l'avventura incompiuta con
un'alunna di talento, il pensionamento precoce...
Troppo per un solo film. La saga biografica ha prodotto dei capolavori solo quando si è
basata su una struttura drammaturgica rivoluzionaria (Quarto potere) o quando traeva
ispirazione da un testo letterario dalle salde fondamenta narrative (Via col vento). La
saga scritta da Patrick Sheane Duncan sembra l'adattamento di un lungo romanzo, la cui
complessità sarebbe stata sacrificata per esigenze di drammaturgia cinematografica.
Scoprendo invece che si tratta di un soggetto originale, non possiamo fare a meno di
immaginare con rimpianto il libro che essa avrebbe potuto generare, senza dubbio più
ricco e compiuto di questo film troppo lungo per essere sintetico, troppo corto per
assimilare tutto il materiale che vi si voleva inserire.
Gianguido Spinelli