HIGHLANDER 3CAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Andy Morahan
Soggetto: William Panzer, Brad Mirman
(ispirato ai personaggi creati da Gregory Widen)
Sceneggiatura: Paul Ohl
Fotografia: Steven Chivers
Montaggio: Yves Langlois
Scenografia: Gilles Aird, Ben Morahan
Musica: J. Peter Robinson
Produzione: Claude Leger, Eric Altmayer, James Daly
(USA, 1995)
Durata: 99'
Distribuzione cinematografica: FILMAURO
Distribuzione cinematografica: FILMAURO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Mac Leod: Christopher Lambert
Kane: Mario Van Peebles
Alex/Sarah: Deborah Unger

"Highlander
3" è senz'altro il più brutto dei tre film della serie omonima, e uno dei peggiori
del genere "Action-fantasy" che ci siano mai stati propinati.
Impossibile riassumere la trama, la cui povertà è aggravata da una sceneggiatura confusa
che sembra essere stata buttata giù in quattro giorni di tre ore lavorative al giorno.
Inutile anche, dato che sembra l'ultima preoccupazione dei produttori e del regista.
Quest'ultimo sembra uno di quei giovanotti appartenente a quella classe di registi che si
sono formati alla diseducativa scuola della pubblicità e del videoclip, che tanto male ha
fatto al cinema. Con l'aggravante di essere verosimilmente l'ultimo della classe. Il
peggio di sé lo da nelle scene d'azione e nelle scene di pathos, ovvero nei momenti
cruciali di questo tipo di film. Le scene d'azione sono riprese con la consueta tecnica
che consiste nel nascondere la povertà di mezzi privilegiando le inquadrature di
dettaglio a scapito dei totali, in un montaggio nemmeno tanto frenetico; le scene d'amore
consistono nelle solite dissolvenze incrociate che separano inquadrature di corpi nudi al
lume di candela. Una menzione speciale la merita comunque Deborah Unger, il cui corpo
statuario provoca il momentaneo risveglio dello spettatore sonnecchiante di sesso
maschile.
La mancanza di grinta del regista trova comunque un'attenuante nella poca serietà dei
produttori. Che sono i veri responsabili di questo scempio. Appare con tutta evidenza che
questo film sia stato prodotto con l'intento di fare il maggior numero di incassi col
minor costo. Una formula dei tempi degli spaghetti western e dei film su Maciste che
ormai, per fortuna, "non attacca" più.
Gianguido Spinelli