Tempi Moderni

I film del 1996


GRACE OF MY HEART
LA GRAZIA NEL CUORE
(GRACE OF MY HEART)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia, soggetto e sceneggiatura: Allison Anders
Fotografia: Jean Yves Escoffier
Musica: Larry Klein
Costumi: Susan Bertram
Prodotto da: Martin Scorsese
(Usa, 1996)
Durata: 120'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC

PERSONAGGI E INTERPRETI

Denise Waverly / Edna Buxton: Illeana Douglas
Joel Millner: John Turturro
Howard Caszatt: Eric Stoltz
Jay Phillips: Matt Dillon
Kelly Porter: Bridget Fonda

grace.jpg (10993 bytes)Il deludente episodio introduttivo ("Strange brew") firmato da Allison Anders all'interno del pedestre "Four rooms" merita probabilmente di venir archiviato come un mero incidente di percorso: ché la cineasta di "Mi vida loca" (1993) sembra esser tornata, con questo compatto e coinvolgente "Grace of my heart", ai suoi livelli migliori ed ai temi che più le risultano congeniali.
Storie di donne, per capirci; come quella di Edna Buxton che, nell'anno di grazia 1958, lascia Philadelphia per New York all'inseguimento del proprio sogno: poter essere interprete delle canzoni che compone, divenire cantautrice in un'epoca in cui la parola è ancora un neologismo da coniare.
Ci riuscirà, molti anni dopo: un lungo lasso di tempo che il film s'incarica di raccontarci incrociando fatti e musica, vita e note, eventi e canzoni, il bildungsroman di una (come lo chiamerebbe Joni Mitchell) "woman of heart and mind" ed i rivolgimenti di costume della nazione a stelle e strisce.
Laddove in codesto genere di operazioni le songs divengono intermezzi di lusso tra un accadimento e l'altro, la regista riesce invece a far interagire i due piani con straordinaria fluidità: e tocca un vertice nella narrazione della genesi di "Unwanted number", brano che s'incarica di dar corpo al travaglio ed alle pene di una ragazza madre.
Intriso fino al midollo di cultura americana, il film procede senza perder colpi (salvo, forse, nel segmento psichedelico) fino al tenerissimo finale: dove lascia affiorare finalmente quella vena di commozione che percorre, ctonia, tutta la vicenda e le dona un sentore d'intemerato struggimento ch'è componente non secondaria del fascino suo.

Francesco Troiano

INTERVISTA A ALLISON ANDERS