Tempi Moderni

I film del 1996


GIRL 6 - SESSO IN LINEA
(GIRL 6)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e Sceneggiatura: Spike Lee
Fotografia: Malik Hassan Sayeed
Montaggio: Sam Pollard
Musica: Prince
Scenografia: Ina Mayhew
Costumi: Sandra Hernandez
Prodotto da: Spike Lee
(USA,1996)
Durata: 108'
Distribuzione cinematografica: 20TH CENTURY FOX
Distribuzione cinematografica: COLUMBIA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Girl 6: Theresa Randle
Jimmy: Spike Lee
Ex marito di girl 6: Isaiah Washington
Capo numero 1 - Lil: Jennifer Lewis
Ragazza numero 39: Debi Mazar
Agente Murray: John Turturro
Capo numero 3: Madonna
Regista numero 1: Quentin Tarantino
Regista numero 2: Ron Silver

girl1.jpg (15693 bytes)"Girl 6" e' il titolo originale di quello che in Italia e' stato ribattezzato grossolanamente "Sesso in Linea", l'ultimo film del controverso e assai discusso regista newyorkese, Spike Lee.
La ragazza numero 6 e' una bella ma anche sfortunata giovane di colore che sbarca il lunario prestando la sua voce e la sua fantasia ad una linea erotica, in attesa che si realizzi il suo piu' grande sogno, fare l'attrice di cinema.
Questo e' forse uno dei migliori film di Spike Lee il quale, ultimamente, aveva deluso con una serie di operazioni opache la cui mediocrita' e' stata a mio avviso consacrata con il confuso e statico "Clockers". Qui il Nostro ritrova quella leggerezza e quel distacco che aveva contraddistinto film precedenti come "Fa' la Cosa Giusta" nel quale dimostrava di possedere un talento ed un'inventiva fuori dal comune.
C'e' da dire che Spike Lee e' ben consapevole delle sue doti. Fin troppo, aggiungerei. Consapevolezza che sfocia spesso nella presunzione delle auto-citazioni, nell'eccessivo virtuosismo, nel dover essere sempre e comunque presente, quasi avesse paura di non essere notato. Questo atteggiamento e' il tallone d'Achille dei film che realizza ed è la principale debolezza di "Girl 6", film che potrebbe tranquillamente perdere alcuni effetti ad effetto, alcune stilizzazioni manieriste, a favore di un maggiore rigore narrativo.
girl2.jpg (15258 bytes)Non e' un caso che il personaggio principale del film (ben interpretato da Theresa Randle) rimanga in qualche modo distante, non si faccia conoscere fino in fondo dallo spettatore. Seguiamo la sua storia divertiti dalle continue trovate visive, dai dialoghi spesso brillanti, spinti, ma mai volgari, eppure non ci appassioniamo mai sul serio. E questo perche' la sceneggiatura e' dispersiva e a tratti superficiale, perche' Spike Lee forse si accontenta.
Peccato. Peccato perche' "Girl 6" aveva un grande potenziale che e' stato sfruttato solo a meta'. Quello che c'e' di positivo in questo film e' la possibilita' che lo spettatore ha di entrare in quel mondo assai controverso e paradossale che e' la sessualita' anni '90. Il sesso sicuro, il sesso parlato e mai agito, quello che tutto permette e nulla compromette.
L'idea che un'attrice disoccupata si guadagni da vivere facendo del sesso telefonico e' geniale. E' il migliore ed il piu' sintetico modo per parlare di questa nuova forma di sessualita'. La ragazza numero 6 non vivra', non tocchera' l'esistenza con le mani, finche' non le sara' data l'opportunita' di recitare, di sdoppiarsi in un'altra dunque. E allo stesso modo rifiutera' il contatto fisico, quello fatto di persone vere e dunque imperfette, di persone deboli e paurose, violente e imprevedibili, di essere umani veri. Manterra' l'illusione che l'immaginazione possa supplire all'assenza di realta', non si sporchera' le mani, non vivra'. E' un quadro agghiacciante e purtroppo azzeccato di una buona fetta della societa' occidentale.
Soltanto l'espressione artistica puo' sintetizzare in modo non solo lucido, ma anche preveggente la condizione della realta' nella quale viviamo. Questo film, pur lontano dall'essere perfetto, riesce a dare una visione oggettiva di questa realta', e dunque ritengo che valga la pena d'essere visto.

Sebastiano Tecchio