GIOVANI E
BELLICAST TECNICO-ARTISTICO
Regia e soggetto: Dino Risi
Sceneggiatura: Bernardo Zapponi, Dino Risi
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Alberto Galliti
Musiche: Armando Trovaioli
Scenografia: Walter Caprara
Costumi: Ivan Crnojevic
Produzione: Giovanni Bertolucci per Califirnia Films e Produttori Associati
(Italia,1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: ARTISTI ASSOCIATI
Distribuzione home video: EAGLE/FOX VIDEO.
PERSONAGGI E INTERPRETI
Zorilla: Anna Falchi
Gino: Luca Venantini
Luca: Edoardo Scatà
Re degli Zingari: Ciccio Ingrassia
Bonafoni: Carlo Croccolo
Padrona "Astoria": Gina Rovere
Buby: Venantino Vevantini
Madre di Luca: Carla Cassola
Madre di Gino: Luisa Fiore

Giovani
e Belli è la storia di un triangolo amoroso. Luca (Edoardo Scatà), figlio di ricchi
implicati in tangentopoli cerca se stesso. Gino (Luca Venantini), figlio di proletari, con
un padre che ha perso il senno con la caduta del comunismo, vive alla giornata,
rubacchiando qua e là, sopravvivendo. I due diventano amici inseparabili. Affittano un
barcone sul Tevere e si danno da fare per guadagnare qualche soldo. Tutto funziona a
meraviglia fin quando non si innamorano della stessa donna, una bella zingara (Anna
Falchi), ladra e bugiarda.
Lei li ama tutte e due, ma quando sta con Gino le manca Luca, quando è con Luca le manca
Gino. I due incominciano a litigare tra di loro e la loro amicizia sta per tramutarsi in
una guerra, quando la bella zingarella propone a entrambi di sposarla. E' quello che fanno
nell'ultima scena del film quandi i tre si sposano con un rito zingaro per poi partire su
di una carrozza trainata da quattro cavalli bianchi. E vissero felici e contenti...
Mi sono quasi vergognato a vedere questo filmetto televisivo che Giovanni Bertolucci ha
commissionato a Dino Risi. Non c'è un singolo aspetto del film, a partire da una
poverissima sceneggiatura, che possa essere in qualche modo salvato da una critica del
tutto negativa. Veramente non si concepisce quale sia il motivo, la ragion d'essere di
questo film.
Perché l'hanno prodotto? A quale pubblico è destinato? Non riesco a trovare delle
risposte se non nel generale disfacimento del nostro cinema, nella corruzione
dell'intelligenza di questi uomini che per anni ci hanno deliziati con i loro film e che
ora, si presentano a noi senza alcuna generosità, rinsecchiti dal logorio del tempo.
Il film dovrebbe essere una favola e le favole al cinema sono spesso delle trappole. Il
rischio maggiore è quello di essere superficiali, di presentare un mondo e dei personaggi
piatti. Protetto da questa definizione, Dino Risi si dimentica di fare del cinema, di
ragionare in termini di cinema. Ma forse questo sarebbe chiedere troppo. Perché,
purtroppo oggi non è più come ai tempi de "Il Sorpasso", oggi assistiamo ad un
livellamento culturale, ad una pochezza di idee dalle proporzioni disastrose. Oggi, per
fare il film in cui si crede, bisogna faticare e lottare il doppio di allora. Dino Risi
svende se stesso facendo un pessimo film, compiacendo le richieste di un mercato nel quale
primeggiano film come "Selvaggi" e "Vacanze di Natale 95". Quale sia
il motivo per questa scelta, non si può che alzare la voce contro tanta mediocrità.
Sebastiano Tecchio