GET SHORTYCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Barry Sonnenfeld
Sceneggiatura: Scott Frank, tratta dal romanzo omonimo di Elmore Leonard
Fotografia: Don Peterman
Montaggio: Jim Miller
Scenografia: Peter Larkin
Costumi: Betsy Heimann
Musiche: John Lurie
Prodotto da: Danny De Vito, Michael Shamberg, Stacey Sher
(Usa, 1995)
Durata: 1O5'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: WARNER VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Chili Palmer: John Travolta
Harry Zimm: Gene Hackman
Karen Flores: Rene Russo
Martin Weir: Danny DeVito


Chili
Palmer è un gangster addetto al recupero dei crediti tra i più conosciuti ed apprezzati
dai boss e dagli usurai di Miami: imbattibile nel raggiungere i propri scopi, viene
proprio per questa ragione scelto per spezzare le gambe ad Harry Zimmer, un produttore di
B-movie che ha contratto forti debiti.
Ma i suoi mandanti non hanno tenuto in considerazione la passione per il cinema di Chili:
dopo aver discusso delle difficoltà finanziarie di Harry, egli - non resistendo all'idea
di essere a contatto con un rappresentante del mondo della celluloide - decide di
illustrargli la sua idea per un film...
Quel che di seguito succede in "Get shorty" - quarto lungometraggio diretto
dall'ex-direttore della fotografia Barry Sonnenfeld, tratto dal bel libro di Elmore
Leonard pubblicato da Mondadori - è tanto imprevedibile quanto divertente, e lasciamo
agli spettatori il piacere di scoprirlo: per conto nostro, possiamo aggiungere che lo
sceneggiatore Scott Frank ha lavorato assai bene sulla materia narrativa fornita dal
romanzo di Elmore Leonard, cavandone uno script pimpante e corrosivo, sulfureo ed
irresistibile.
La regia di Sonnenfeld si limita ad impaginare diligentemente il tutto (ma almeno una
sequenza, quella in cui Travolta insegna a De Vito come " fare " il gangster, è
da antologia), col supporto di attori in gran forma (il più bravo ci sembra Gene Hackman,
meravigliosamente autoironico) e di eccellenti contributi tecnici.
Dopo una prima ora formidabile, il ritmo inizia un po' a calare; ma nel finale il film
riprende quota, chiudendo con un divertito e ghignante sberleffo su Hollywood ed i suoi
miti.
Francesco
Troiano