Tempi Moderni

I film del 1996


GEORGIA

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Ulu Grosbard
Sceneggiatura: Barbara Turner
Fotografia: Jan Kiesser
Musiche: Steven Soles
Montaggio: Elizabeth King
Scenografie: Lester Cohen
Costumi: Carol Oditz
Prodotto da: Ulu Grosbard, Barbara Turner, Jennifer Jason Leigh
(USA, 1995)
Durata: 114'
Distribuzione cinematografica: CECHI GORI GROUP

PERSONAGGI E INTERPRETI

Saide: Jennifer Jason Leigh
Georgia: Mare Winningham
Axel: Ted Levine
Jake: Max Perlich

georgia1.jpg (9587 bytes)Georgia (Mare Winningham) e sua sorella minore Sadie (Jennifer Jason Leigh) hanno avuto, sin da bambine, una passione in comune: la musica.
Ma il loro destino è stato differente: Georgia, dotata di grande talento, è divenuta una cantante famosa ed osannata da milioni di fans; Sadie, invece, ha sempre vissuto ai margini, esibendosi in piano bar od in locali squallidi, con la consolazione di imitare i propri idoli canori nell'inutile ed affannosa ricerca di uno stile personale. Il rapporto fra le due donne, intessuto di amore ed odio, giungerà nel finale ad una resa dei conti: ma tutto, in conclusione, riprenderà come prima, all'insegna della provvisorietà e della malinconia.
georgia2.jpg (8199 bytes)Diretto con mestiere privo di voli dal veterano Ulu Grosbard ("Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?", "Vigilato speciale", "Innamorarsi"), scritto da Barbara Walters (madre di Jennifer Jason Leigh ) con l'aria di chi parla di cose di famiglia, "Georgia" è un film prolisso e slegato, melenso nella vicenda ed insopportabile nei dialoghi: ma è riscattato in parte dalla formidabile interpretazione di Jennifer Jason Leigh, perfetta nei panni della febbricitante e survoltata Sadie.
Querula e commovente, capace di scoppi d'ira e repentine esplosioni d'amore, questa piccola rockstar immaginaria palpita d'una verità e d'una intensità raramente viste al cinema: che trovano il proprio apice nella sequenza in cui ella si esibisce al concerto di sua sorella, in una lunga performance di otto minuti. La voce sottile (quella vera dell'attrice, niente playback) ed a tratti rotta, tesa nello sforzo di cantare "Take me back" di Van Morrison, con una partecipazione emotiva che sale fino a farsi straziante: alla fine, il pubblico quasi non applaude, forse per colpa del groppo che ha in gola. Ed ugualmente, in sala, gli spettatori, grati e commossi.

Francesco Troiano