Tempi Moderni

I film del 1996


FUGA DALLA SCUOLA MEDIA
(WELCOME TO HE DOLL HOUSE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia, soggetto e sceneggiatura: Todd Solondz
Fotografia: Randy Drummond
Montaggio: Alan Oxman
Scenografia: Susan Block
Costumi: Avery S.Brandon,
Lucio Seixas, Melissa Toth
Musica: Jill Wisoff
Produttore Esecutivo: Donna Bascom
Produttore: Todd Solondz
Durata: 87'
(USA,1996)
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione home video: LUCKY RED

PERSONAGGI E INTERPRETI

Dawn Weiner: Heather Matarazzo
Lolita: Victoria Davis
Cookie: Christina Brucato
Cynthia: Christina Vidal
Chrissy: Siri Howard
Brandon McCarthy: Brandon Sexton, Jr.
Jed: Telly Pontidis
Lance: Herbie Duarte
Troy: Scott Coogan
Missy Wiener: Daria Kalinina
Mark Weiner: Matthew Weiner

fuga1.jpg (11518 bytes)Quando Robert Redford decise di fondare un festival di cinema indipendente, dandogli il nome di un villaggio sciistico nel bel mezzo del Colorado nonche' del suo personaggio nel famoso "Butch Cassidy and the Sundance Kid", il gesto fu da molti visto come una costosa indulgenza da parte di una star viziata. Da allora il Sundance Film Festival ha confuso e smentito i suoi detrattori, selezionando e promuovendo una serie di film di successo tra i quali spiccano titoli quali "I Soliti Sospetti" e "Le Iene".
A Gennaio di quest'anno si e' svolta la quindicesma edizione del Festival chiamando a se' qualcosa come 9.000 cineasti, distributori e giornalisti. Un grande successo che non e' da attribuire soltanto alla qualita' dei singoli film, ma ad un'inversione di tendenza, quanto mai necessaria, nell'atteggiamento dei produttori riguardo il cinema indipendente americano. La ragione e' chiara. I grandi film hollywoodiani hanno raggiunto dei budget talmente elevati che gli studios non possono piu' permettersi di prendere dei rischi. In questo mare di film banali quanto ricchi, il cinema indipendente assume dunque un ruolo importantissimo nel panorama della cinematografia statunitense. E se e' pur vero che fino a qualche tempo fa il cinema indipendente ci riservava ben poche sorprese, da qualche anno a questa parte si incominciano a vedere film a basso costo di grande interesse. Un felice esempio e' senza ombra di dubbio "Fuga Dalla Scuola Media" di Todd Solondz, premiato dalla giuria del Sundance come miglior film di quet'ultima edizione. E' una vivace, seppure angosciante commedia suburbana che ha come protagonista un'undicenne, Dawn Wiener (Heather Matarazzo), seconda figlia di una famiglia ebrea che frequenta una normale scuola in una cittadina del New Jersey. Dawn e' bruttina, porta occhiali spessi e vestiti orrendi. Per questo suo modo di essere viene torturata ed umiliata dai compagni di scuola. La sua famiglia, immersa nello squallore infinito della piccola borghesia americana, e' troppo occupata a vivere entro i binari della cieca moralita' comune per accorgersi o anche solo preoccuparsi del disagio di Dawn. Il suo solo amico, se cosi' si puo' definirlo, e' il teppistello Brandon (Brandon Sexton, Jr.), che minaccia sempre di stuprarla, ma che in fondo non e' poi cosi' malvagio. Dawn ritiene che la vita sia essenzialmente dolorosa e priva di senso: e' pur sempre un adolescente e riesce a trovare momenti magici, anche nel dolore e nelle umiliazioni dei suoi primi innamoramenti, e presto comincia a chiedersi se la vita non possa essere migliore lontano dal New Jersey.
fuga2.jpg (16665 bytes)Non e' una storia gran che allettante. Ci troviamo di fronte ad un quadro tristemente moderno, privo di poesia. Non e' un film fatto per un pubblico che voglia distrarsi dalla quotidianità. E' un film che fa riflettere, pone lo spettatore di fronte all'infelicita' e alla violenza dell'adolescenza. Solondz e' abilissimo nel costruire questo mondo e lo fa giocando sapientemente piu' su quello che non vediamo che su facili e grossolane scene di reale violenza e rabbia. Il silenzio e l'apatia sono le vere armi della violenza. Il desiderio espresso in uno sguardo e' la vera sensualita'. Non c'e' alcun bisogno di ricorrere ad espedienti di facile presa sul pubblico. Non c'e' sangue, ma vi assicuro che il dolore, quello vero, e' un'esperienza reale in questo film. Ironico e graffiante, girato con semplicita', fotografato senza velleita' estetiche tipiche di tanti autori che vogliono affermare la propria "arte", "Fuga Dalla Scuola Media" ritrae con lucidita' e umilta' la poverta' estetica ed etica dell'ambiente in cui ci muoviamo. Per questo e' un esempio concreto e felice di un possibile cinema realista moderno. Un cinema che riesce a coniugare la necessita' di raccontare la realta' insieme alla finzione cinematografica; ad essere dunque specchio del proprio tempo (qualita' essenziale per ogni opera d'arte) senza perdere di vista il grande spettacolo metaforico e irreale che e' il cinema. Ecco dunque un esempio interessante di cinema a basso costo, che e' tale non soltanto per mancanza di fondi, ma per scelta. L'unica scelta possibile che l'autore contemporaneo ha per esprimersi liberamente, lontano dalle leggi spietate del mercato.

Sebastiano Tecchio