FLIPPERCAST
TECNICO ARTISTICO
Regia: Alan Shapiro
Sceneggiatura: Alan Shapiro
Fotografia: Bill Butler e Pete Romano
Musica: Joel McNeely
Scenografia:
Montaggio: Peck Prior
Prodotto da: James J. McNamara e Perry Katz
(USA, 1996)
Durata:100'
Distribuzione cinematografica: UIP
PERSONAGGI E INTERPRETI
Porter: Paul Hogan
Sandy: Elija Wood
Dirk Moran: Jonathan Banks
Bounty Fisherman #1: Robert Deacon
Moglie del pescatore: Ann Carey
Bounty Fisherman #2: Mark Casella
Bounty Fisherman #3: Luke Halpin
Tommy: Bill Kelley
Cathy: Chelsea Field
Marvin: Jason Fuchs
Kim: Jessica Wesson
Russ: Mal Jones
Mr. Dunnahy: Louis Seeger Crume
Buck: Isaac Hayes

"Flipper"
è un rifacimento moderno della serie televisiva omonima datata 1960 (c'è anche Luke
Halpin, in una piccola parte, che ha interpretato Sandy nelle serie originali) che, a suo
tempo, riscosse un notevole successo fra i giovanissimi dando l'impulso anche per alcuni
lungometraggi ad essa direttamente ispirati.
La storia vede protagonista Porter (un Paul Hogan invecchiato e bolso, ma sempre
simpatico) e suo nipote Sandy (l'inespressivo e irritante Elijah Wood), un ragazzino di
città ribelle e solitario costretto a trascorrere le vacanze estive in compagnia dello
stravagante zio che un tempo era al seguito dei Beach Boys, prima di ritirarsi in un isola
delle Hawaii per dedicarsi al mestiere di pescatore. L'incontro con il delfino
soprannominato Flipper, che i due salvano dall'eccidio perpetrato da un volgare e violento
vacanziere in cerca di sensazioni forti, darà un senso all'estate del ragazzino e
riuscirà a creare un grande rapporto di stima e amicizia con lo zio. La trama del film,
piuttosto che narrare una vera e propria storia, si accontenta di mettere pedissequamente
in scena una serie di situazioni abbastanza scontate e prevedibili, con l'inserimento
(anch'esso scontato) di moniti ecologisti e inni vari alla natura. Peccato, perché la
figura del ragazzino solitario e emarginato, e il suo confronto con uno stile di vita
ispirato all'amore per l'esistenza stessa, avrebbe potuto essere sfruttata in maniera
molto più creativa, pur mantenendo l'impronta disneyana di spettacolo per famiglie che
sembra animare l'intera opera. La fotografia subacquea curata da Pete Romano ("Star
Trek 4" e "Waterworld") è uno dei punti di forza del film.
Utilizzando
tecniche innovative, come gli oblò a cupola e nuovi tipi di pellicola ad alta
saturazione, Romano è riuscito a rendere perfettamente lo splendore dei fondali
tropicali, restituendo immagini affascinanti e meravigliose dai colori densi e splendenti.
Gli effetti speciali si avvalgono invece della presenza di Walt Conti ("Free
Willy", "Star Trek 4" e "Innerspace") che, con la solita perizia,
ha ricostruito animali meccanici di assoluta credibilità e naturalezza. La regia di Alan
Shapiro, per quanto diligente e corretta, si limita alla semplice messa in scena degli
avvenimenti, con risultati a volte noiosi, in ciò complice la non brillante sceneggiatura
(dello stesso Shapiro). Infine due parole sul simpatico Paul Hogan. L'attore, il cui stile
di vita assolutamente bizzarro e votato all'edonismo ben si adatta a quello del suo
personaggio, sembra non curarsi più di tanto del riscontro commerciale delle sue opere o
della sua stessa immagine di star cinematografica, preferendo un apporto schietto e senza
compromessi con il pubblico. Ciò va senz'altro a suo merito, e ci auguriamo quindi di
rivederlo in un film che, finalmente, renda giustizia alla sua innegabile verve e
simpatia. Ah, dimenticavo: e il delfino del titolo? Prettamente funzionale, e neanche
tanto simpatico.
Luigi De
Angelis