ELOISE, LA
FIGLIA DI D'ARTAGNAN
(LA FILLE DE D'ARTAGNAN)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Bertrand Tavernier
Sceneggiatura: Michel Leviant
Da un'idea di Riccardo Freda e Erich Poindron
Fotografia: Patrice Blossier
Scenografia: Geoffroy Larcher
Costumi: Jacqueline Moreau
Montaggio: Ariane Boeglin
Prodotto da: Ciby 2000, Little Bear, TF1 Production
Con la partecipazione di Canal plus e BNP Images
(Francia, 1995)
Durata: 130'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Eloise: Sophie Marceau
Quentin: Nils Tavernier
D'Artagnan: Philippe Noiret
Athos: Jean Luc Bideau
Porthos: Raoul Billerey
Aramis: Sami Frey
Mazzarino: Luigi Proietti

Girato
prima de "L'Esca", questo film di Tavernier si basa su un'idea originale del
`nostro' Riccardo Freda (autore in passato di film cappa e spada come "Il Cavaliere
Misterioso" o "I Miserabili") e di Eric Poindron. Lo stesso Freda doveva
dirigere il film, ma e' stato sostituito all'ultimo momento da Tavernier per volere del
loro comune produttore, Fred Bourboulon, preoccupato dall'avanzata eta' del regista
italiano (ottantacinque anni) e dalla sua non brillante intesa con la protagonista
femminile Sophie Marceau.
Presentare un film di cappa e spada in un'epoca come la nostra, dove il genere e'
definitivamente estinto, rappresenta gia' di per se' un'encomiabile sfida. Purtroppo
l'eccessiva modernizzazione dei temi e dei personaggi di Dumas ha prodotto un ibrido di
difficile lettura, con numerose cadute di tono e una scelta degli attori, spesso,
inadeguata. Sophie Marceau interpreta il suo ruolo con sufficiente professionalita', ma
Noiret e' sicuramente un D'Artagnan poco credibile: gli manca il fisico e l'espressione
per rappresentare l'anziano (ma indomito) cadetto di Guascogna. Menzione a parte per il
bravissimo Luigi Proietti nel ruolo di Mazzarino e per l'eclettico Claude Rich, un villain
di nome Crassac d'incredibile simpatia e comunicativa. Le numerose parabole sulla
vecchiaia e sulla decadenza offrono spunti interessanti dal punto di vista narrativo ma,
duole dirlo, dette intuizioni non sono state sufficientemente sfruttate dall'autore.
L'idea di un cinema fatto di fantasia, azione e ritmo, propria del genere avventuroso in
cui l'opera si colloca, trova un limite troppo evidente nell'inserimento di una
parodistica e contemporanea ironia che mal si accompagna allo stile crepuscolare e
fortemente nostalgico del regista. Troppo preoccupato a restituirci una regia senza
sbavature, Tavernier dimentica i suoi protagonisti in un angolo e cio' a favore di un
umorismo (frutto dei brillanti dialoghi di Michel Léviant e Jean Cosmos) acido e
leggermente volgare se inserito nell'ambiente storico in cui il film si svolge. Siamo
insomma distanti dallo stile di Freda che, forse in tempi passati, avrebbe diretto l'opera
con risultati molto diversi. Poco importa, infine, dello svolgimento vero e proprio della
vicenda, anch'esso datato nel riproporre un'ennesima commedia degli errori e delle
incomprensioni dove il lieto fine e' scontato e la Marceau è mostrata a seno nudo in
almeno due inquadrature.
Luigi De
Angelis