THE FAN - IL
MITO
(THE FAN)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Tony Scott
Sceneggiatura: Phoef Sutton
(dal romanzo "L'Idolo" di Peter Abrahams)
Fotografia: Dariusz Wolski
Musica: Hans Zimmer
Scenografia: Ida Random
Montaggio: Christian Adam Wagner e Claire Simpson
Prodotto da: Wendy Finerman
(USA, 1996)
Durata: 125'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Gil Renard: Robert De Niro
Bobby Rayburn: Wesley Snipes
Manny: John Leguizamo
Juan Primo: Benicio Del Toro
Jewel Stern: Ellen Barkin

Gil
Renard (Robert De Niro) è un venditore di coltelli frustrato e depresso, quotidianamente
umiliato dalla vita, dalla ex moglie che lo disprezza, persino dall'incolpevole figlio reo
di non crescere secondo le sue aspettative. L'unica cosa al mondo capace di lenire
l'orrore quotidiano della sua squallida esistenza è il baseball, sport per il quale nutre
una passione monomaniaca e inquietante.
Bobby Rayburn (Wesley Snipes) è il suo campione del cuore, il suo "mito", un
giocatore nero costato alla squadra dei Giants ben 40 milioni di dollari e, per questo,
aspramente criticato dal pubblico. L'ossessione per lo sport porterà Gil ad assumere un
comportamento criminale, risveglierà la parte più aggressiva e violenta del suo ego e,
alla fine, si rivolgerà contro l'oggetto della sua adorazione accusato sommariamente di
crimini esistenti solo nella sua mente contorta. Tony Scott è un regista che,
contrariamente al fratello Ridley, non è ancora riuscito ad affrancarsi dagli estetismi
ridondanti e fracassoni del mondo pubblicitario dal quale proviene (ricordiamo che sia
Tony che Ridley Scott hanno esordito dietro la macchina da presa con celebratissimi e
premiatissimi spot e video-clip). Nasce il sospetto che tale dipendenza sia volontaria,
che l'autore voglia eleggere a stile ciò che comunemente viene liquidato come pura
apparenza. Se questo è il suo obiettivo, bisogna dire che i risultati sono incoraggianti
e la sola, bellissima sequenza dell'omicidio del giocatore spagnolo Juan Primo (Benicio
Del Toro), costruita con un montaggio "a raffica" che disgrega e ricompone le
normali concezioni temporali narrative, sta a dimostrarlo. Purtroppo tale impegno tecnico
si traduce spesso in una freddezza esteriore, aggravata da una sceneggiatura manierata e
prevedibile, che affida la riuscita del film alla performance solida e entusiasmante dei
suoi due interpreti principali.
Ciò
non basta a salvare l'opera e, soprattutto, non la alleggerisce dalla pesantezza di uno
svolgimento che richiederebbe forse qualche taglio al fine di risultare più credibile e
coinvolgente. Un altro difetto apparente del film (che invece a parere di chi scrive si
risolve in una coraggiosa scelta narrativa), è quello di mettere in scena personaggi
sgradevoli in cui il pubblico non può (non vuole) identificarsi. Scelte come questa
decretarono il fallimento di opere interessanti come "Un giorno di Ordinaria
Follia" di Joel Schumacher; in "The Fan" la sceneggiatura di Phoef Sutton
(ispirata al romanzo "L'idolo" di Peter Abrahams) cerca di tornare sui suoi
passi verso la fine del film, introducendo surreali motivazioni psicologiche che
porteranno radicali cambiamenti nell'animo del giocatore Bobby Rayburn, additandolo quindi
come "eroe positivo" agli occhi dei disorientati spettatori. Per quanto riguarda
invece il ritratto psicologico del fan psicopatico, molto è lasciato al caso o, meglio,
all'estro istrionico di De Niro che sempre più si conferma interprete di altissima
classe, riuscendo ad esprimere con pochi sguardi di lucida follia ciò che gli autori
danno come già acquisito dallo spettatore.
Luigi De
Angelis