Tempi Moderni

I film del 1996


DONNE
(WAITING TO EXHALE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Forest Whitaker
Sceneggiatura: Terry McMillan & Ronald Bass
Fotografia: Toyomichi Kurita
Montaggio: Richard Chew
Scenografia: David Gropman
Musica: Kenneth "Babyface" Edmonds
Produzione: Ezra Swerdlow e Deborah Schindler
(USA, 1995)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: 20th CENTURY FOX
Distribuzione home video: FOX VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Savannah: Withney Houston
Bernardine: Angela Bassett
Gloria: Loretta Devine
Robin: Lela Rochon
Marvin: Gregory Hines

donne.jpg (12911 bytes)Benchè il titolo originale sia diverso, "Donne" evoca per certi versi l'omonimo film di George Cuckor, la cui innovazione consisteva nel raccontare una storia di donne escludendone gli uomini nel senso letterale del termine.
Nel film di Forest Whitaker gli uomini non sono evacuati materialmente, ma vengono trattati come vengono trattati tutti i maschi nei film intimisti con protagoniste donne: come dei cretini, sessualmente scarsi, egoisti, narcisisti, bugiardi, fanulloni o stakanovisti per paura dell'amore.
Gli unici personaggi tridimensionali sono le quattro protagoniste, Savannah, Bernardine, Gloria e Robin. I loro drammi sono incentrati sui loro problemi sentimentali. Tutte accomunate dal rancore per le delusioni d'amore, ma inconfessabilmente dipendenti emotivamente dall'altro sesso. Nello spazio di un anno, le quattro amiche passano attraverso tempeste fatte di trionfi e vendette, figli e madri, ex mariti e nuovi amanti, sotto il robusto ombrello di una cameratesca amicizia. Alla fine, ognuna di loro riuscirà a superare i propri problemi e le proprie debolezze, accettando l'idea che l'uomo giusto è praticamente impossibile da trovare: un uomo che al senso dell'umorismo unisca il senso pratico; tenero, forte e sicuro di sé, senza però eccedere nel piagnucoloso, nel manesco o nell'arrogante...
Se si esclude l'interesse sociologico di un film che, per la prima volta, è interamente ambientato nella borghesia afroamericana, "Donne" non aggiunge nulla di nuovo alla psicologia femminile così come viene trattata nei film che pretendono offrire un ritratto autentico delle donne, in contrasto con la misoginia dominante del cinema maschile.
Paradossalmente, il film finisce con l'offrire della donna un'immagine riduttiva, limitandone i problemi esistenziali alla ricerca impossibile del principe azzurro, e addossando l'intera responsabilità della immancabile delusione agli uomini. Sarebbe stato utile impiegare le belle sequenze nella chiesa dove regolarmente si recano le protagoniste, per chiarire che la vera ragione della loro infelicità sta tutta in quella educazione (cattolica) che ha contribuito a renderle vittime del proprio immaginario distorto. "Donne" si limita a constatare questo dato di fatto, senza trascenderlo ed anzi esaltandolo. Le quattro donne alla fine festeggiano felicemente l'anno nuovo, illudendosi di aver risolto i loro problemi con l'amore. Ma possiamo scommettere che questa emancipazione incompiuta non impedirà loro di farsi in futuro nuove illusioni.

Gianguido Spinelli