DOLLY'S
RESTAURANTCAST TECNICO ARTISTICO
Sceneggiatura e Regia: James Mangold
Fotografia: Michael Barrow
Scenografia: Michael Snaw
Costumi: Sarah Jane Slotnick
Montaggio: Meg Reticker
Musica: Thurston Moore
Prodotto da: Richard Miller
(USA, 1996)
Durata: 100'
Distribuzione cinematografica: ACADEMY
Distribuzione home video: RCS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Victor: Pruitt Taylor Vince
Callie: Liv Tyler
Dolly: Shelley Winters
Delores: Deborah Harry
Leo: Joe Grifasi
Jeff: Evan Dando

Il
ristorante "Pete and Dolly's" si trova su una autostrada poco battuta dello
stato di New York ed è inevitabilmente assai poco frequentato.
Un universo chiuso popolato di pochi personaggi che vivono in maniera abitudinaria e
marginale. Appena la graziosa Callie (Liv Tyler) inizia a lavorare come cameriera da Dolly
(Shelley Winters) il suo effetto è come quello di un sasso lanciato nel piu placido
stagno. Quando Victor (Pruitt Taylor Vince, visto in "La vita a modo mio"),
l'obeso e introverso figlio di Dolly, sbircia di nascosto la nuova cameriera mentre si
cambia d'abito, probabilmente è già innamorato. Callie, che sta cercando di capire cosa
fare della propria vita, è capitata in mezzo a un gruppo di persone sprofondate in una
angosciante routine. Victor, ancora giovane e sessualmente frustrato, odia fare le pizze
che contribuiscono a mantenerlo sovrappeso, ma si sente troppo ben al sicuro nella sua
condizione di maturo cocco della mamma. La quale da parte sua è contenta che il figlio
abbia rimpiazzato il precedente marito e non capisce le implicazioni di questa
sostituzione, i dannosi effetti che ha sul figlio.
"Dolly's Restarant" ci mostra piu che altro lo sgretolarsi delle illusioni di
sicurezza generate da una vita ordinaria, la forza delle abitudini e le difficoltà di un
vero cambiamento. » un piccolo film nel quale tenerezza, compassione e acume si
vorrebbero combinare per produrre una qualità di percezione vicina al dolore
dell'esperienza. Si vorrebbero perchè Mangold dispiega qua e là una buona capacità di
osservazione, ma per lo piu si appiattisce a ricercare un tono tutto tranquillo, gentile,
tenero e delicato che finisce per essere dolciastro, noioso e mai commovente. Brave
soprattutto Shelley Winters dimessa e insieme sarcastica e Deborah Harry perfetta signora
di mezza età vissuta, imbronciata ma ancora vispa e appassionata. Liv Tyler si conferma
sempre in cerca di non si sa bene cosa; è l'ideale per i padri, specie se sessantottini,
che hanno bisogno di farsi ascoltare, meno per i figli.
Alfonso
Iuliano