Tempi Moderni

I film del 1996


DIMMI DI SI'
(DIS-MOI-OUI)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Alexandre Arcady
Sceneggiatura: Alexandre Arcady, Olivier Dazat,
Antoine Lacomblez
Fotografia: Robert Alazraki
Scenografia: Tony Egry
Costumi: Mic Cheminal
Montaggio: Martine Giordano
Musica: Philippe Sarde
Prodotto da: Alexandre Arcady
(Francia, Inghilterra, 1996)
Durata: 106'
Distribuzione cinematografica: MEDUSA
Distribuzione Home video: MEDUSA

PERSONAGGI E INTERPRETI

Stéphane: Jean-Hugues Anglade
Eva: Julia Maraval
Florence: Nadia Fares
Professor Villiers: Claude Rich
Nathalie: Valerie Kaprisky
Brice: Patrick Braoude
Dottor Arnaud: Jean-François Stevenin
Claire Charvet: Anouk Aimé
Madame Villiers: Marie Laforet

dimmi1.jpg (13973 bytes)Chi sia Alexandre Arcady noi non lo sappiamo, a parte che dal 1979 ad oggi ha già fatto otto film di cui, probabilmente, nessuno distribuito in Italia; il resto, forse, potrete leggerlo su qualcuno dei tanti dizionari del cinema in commercio.
Perché si distribuisca in Italia questo film - che diciamo subito, senza troppe perifrasi, non vale il prezzo e ancor di più la pena di affrontare il traffico tumultuoso dei giorni di shopping natalizio - a fronte di altri titoli francesi sicuramente più interessanti, magari anche di miglior resa economica, ma che probabilmente non vedremo mai in Italia, fa parte delle singolari e a volte insopportabili incongruenze tipiche della distribuzione italiana.
Il film è una commedia incentrata sull'incontro tra un'adolescente malata di soli 13 anni e il suo pediatra donnaiolo e affascinante ma un po' troppo blasé. Quest'ultimo messo a confronto con la fresca spontaneità della prima rivela tutta la propria profonda povertà morale di cui come un fantasma forse non si era mai accorto.
Una versione casta del non proprio memorabile "Ormai sono una donna" (1981 di B. Blier): i due andranno a letto solo quando Eva avrà raggiunto la maggiore età. Nonostante tutto il prevedibile sentimentalismo e la boria del discorso sugli adulti che non sono poi così maturi mentre la piccola lo è molto di più, il film si fa guardare, una volta giunti in sala, senza troppo dispiacere, più che altro per la presenza di tanti volti e corpi piacevoli da guardare (soprattutto Nadia Fares già vista in "Poliziotti"), ché tutto il resto non può non apparirci che di quella tipica insignificanza di un qualunque adulto noioso e perditempo.

Alfonso Iuliano