Tempi Moderni

I film del 1996


DECISIONE CRITICA
(CRITICAL DECISION)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Stuart Baird
Sceneggiatura: Jim Thomas & John Thomas
Fotografia: Alex Thomson
Montaggio: Dallas Puett, Frank J. Urioste, Stuart Baird
Scenografia: Terence Marsh
Musica: Jerry Goldsmith
Produzione: Joel Silver
(USA 1996)
Durata: 132'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione home video: WARNER HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

David Grant: Kurt Russell
Tenente colonnello Austin Travis: Steven Seagal
Jean: Halle Berry
Rat: John Leguizamo
Cahill: Oliver Platt
Cappy: Joe Morton
Nagi Hassan: David Suchet
Louie: B.D. Wong
Ministro Difesa White: Len Cariou

decis1.jpg (11481 bytes)Un 747 diretto a Washington viene dirottato da un gruppo di terroristi. Si presume che pretendano la liberazione del loro leader, detenuto in Inghilterra in attesa dell'estradizione negli Stati Uniti, in cambio della vita dei quattrocento passeggeri. Ma si tratta di un diversivo. In realtà la posta in gioco è molto più alta: i dirottatori hanno l'intenzione di far esplodere sulla capitale americana un carico di DZ-5, il più letale dei gas nervini in circolazione, che provocherebbe più di quaranta milioni di morti. Poste di fronte all'agghiacciante alternativa tra il fare atterrare l'aereo a Washington mettendo a repentaglio mezzo continente, oppure farlo esplodere in volo, sacrificando i passeggeri innocenti, le autorità optano per una terza soluzione disperata: introdurre all'interno dell'aereo in volo un commando antiterrorismo utilizzando un aereomobile sperimentale progettato per il trasferimento degli equipaggi dei bombardieri ad alta quota. All'unità militare speciale, comandata da Steven Seagal, viene affiancato un funzionario dei servizi segreti esperto in terrorismo internazionale (Kurt Russel), un uomo di pensiero ma non di azione che dovrà limitarsi a svolgere un compito di consulenza teorica.
La situazione di partenza di "Decisione critica" ricalca lo schema classico degli action-thrillers prodotti da Joel Silver: primo, l'unità di luogo (dopo il grattacielo di "Trappola di cristallo", si torna all'ambientazione più classica dell'aereo dirottato). Secondo, la posta in gioco molto alta: una bomba che rischia di distruggere milioni di persone. Terzo, la corsa contro il tempo: se il comando non riuscirà ad impadronirsi dell'aereo prima che raggiunga il cielo americano, questo verrà distrutto dai caccia statunitensi. Quarto, l'unità degli opposti, costituiti rispettivamente dal militare "rambesco" Seagal e dall'"intellettuale" Russell.
Qui però interviene la prima innovazione rispetto alle convenzioni stabilite dal genere: ci aspettiamo che l'azione venga punteggiata da una sottotrama tra i due eroi antagonisti costretti a lavorare insieme e destinati nel pericolo a diventare amici, secondo la formula già collaudata da Silver in "Arma letale" e "48 ore". A quest'impressione contribuisce il cast, formato da due attori che hanno lo stesso peso commerciale nel panorama del cinema d'azione e che quindi sembrano destinati a spartirsi lo spazio e il tempo del film in modo paritario. Succede invece che durante l'operazione di trasbordo del comando dall'aereo sperimenale al Boeing, un'incidente imprevisto provochi la morte di Steven Seagal, lasciando nel 747 il comando orfano del suo comandante assieme al non esperto in azione Kurt Russell.
L'evacuazione prematura e non preparata di una delle due star dalla storia, è un'audacia drammaturgica alla quale il film deve gran parte del sua riuscita. L'eliminazione del personaggio della "spalla" scongiura il pericolo della commedia "buddy-buddy", in cui situazioni divertenti fanno da contrappunto all'azione, con il rischio di disinnescare la suspence. "Decisione critica" è un film d'azione austero, in cui i personaggi non gigioneggiano, ma fanno prova di reazioni credibili di fronte al pericolo. Sarebbe stato facile approfittare della situazione dell'"intellettuale" che si ritrova in mezzo ai soldati, per calcare la mano sul contrasto tra il borghese e i militari. Al contrario, in "Decisione critica" i personaggi affrontano il pericolo organizzandosi e distribuendosi i compiti a seconda delle proprie competenze. Kurt Russell come esperto di terrorismo deve usare la propria intuizione per identificare il capo dei terroristi. decis2.jpg (10593 bytes)L'ingegnere elettronico che lo accompagna deve disattivare il computer che regola la micidiale bomba nascosta nella pancia dell'aereo, coadiuvato da un militare esperto nel disinnesco dell'esplosivo. Gli altri militari pianificano l'attacco a sorpresa per neutralizzare i terroristi. A questo gioco di squadra - vera e propria apologia della specializzazione professionale, che offre senza volerlo uno specchio dell'efficacia di una troupe cinematografica al lavoro - corrisponde un'azione che va via via complicandosi, perfezionando il meccanismo della suspence attraverso l'abile combinazione di varie azioni parallele che corrispondono ad altrettante corse contro il tempo.
Prima azione: i "buoni", prima di attaccare i terroristi, devono disinnescare la bomba che si trova a bordo dell'aereo. Qui la suspence, tutta giocata sui fili da tagliare, ricorda molto la situazione di un bel film-catastrofe degli anni settanta: "Juggernaut" di Richard Lester.
Seconda azione: il disinnesco della bomba si rivela vano quando si scopre che essa è azionata da un piccolo computer che si trova nelle mani di uno dei terroristi che viaggia in incognito tra i passeggeri. La scoperta dell'esistenza di un nuovo antagonista, il più pericoloso, di cui né il pubblico né gli eroi conoscono il volto, è una trovata geniale che contribuisce a drammatizzare l'azione. Si tratta ora di identificare l'anonimo viaggiatore e per farlo i militari devono servirsi della collaborazione di un'hostess con il conseguente pericolo di farsi scoprire dai terroristi. Questi ultimi infatti, ignorano che il comando si trova a bordo dell'aereo, altra originalità rispetto allo schema classico dell'action thriller, in quanto questa situazione costringe i personaggi ad agire con la massima discrezione: in "Decisione critica" non ci sono sparatorie (eccetto, naturalmente per il finale); l'azione violenta viene sempre rimandata a favore di una raffinata lotta sui nervi in cui tutto viene fatto nel silenzio, in cui i personaggi non sbraitano ma sussurrano.
Terza azione: si tratta di scongiurare il pericolo dell'abbattimento dell'aereo da parte dei caccia amici che, credendo ormai l'operazione fallita, hanno avuto l'ordine di distruggere il Boeing. Ma gli eroi non hanno la possibilità di manifestare la loro presenza senza destare i sospetti dei terroristi.
L'abilità con cui tutte queste azioni parallele si combinano tra loro per convergere in un unico climax liberatorio fa di "Decisione critica" uno dei migliori film d'azione degli ultimi anni, di gran lunga superiore a "Caccia ad Ottobre Rosso". Con questo film il produttore Joel Silver si riscatta dalle sue ultime produzioni fallimentari ("Demolition man", "Fair game") e dimostra di non aver perduto il suo fiuto leggendario.

Gianguido Spinelli