LA DEA
DELL'AMORE
(MIGHTY APHRODITE)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia, soggetto e sceneggiatura: Woody Allen
Montaggio: Susan E.Morse
Fotografia: Carlo Di Palma
Scenografia: Santo Loquasto
Costumi: Jeffrey Kurland
Coreografie del coro: Graciela Daniele
Produttore Esecutivo: Jean Doumanian
Produzione: Robert Greenhut
(USA,1995)
Durata: 93'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Lenny: Woody Allen
Linda: Mira Sorvino
Capocoro: F.Murray Abraham
Madre di Amanda: Claire Bloom
Amanda: Helena Bonham Carter
Giocasta: Olympia Dukakis
Kevin: Michael Rapaport
Laio: David Ogden Stiers
Tiresia: Jack Warden
Jerry Bender: Peter Weller


Il
titolo "La Dea dell'amore" si ispira alla dea greca dell'amore, ad Afrodite. La
storia ha un collegamento alla tragedia classica, grazie all'idea di Allen di reinventare
il tradizionale coro greco, che qui ha la funzione di commentare le gesta degli amanti dei
nostri giorni.
Lenny (Woody Allen) cronista sportivo, è sposato con Amanda (Helena Bonham Carter).
Decidono di adottare un bambino. La curiosità spinge Lenny a cercare la vera madre del
piccolo e dopo varie ricerche scova Linda (MIra Sorvino), nome d'arte Judy Orgasm,
attricetta di film porno, la cui vita è un vero disastro. Più per prevenire un fututo
shock a suo figlio che per compassione per Linda, Lenny s'impegna ad aiutarla ad avere una
vita più dignitosa...
Forse "La Dea dell'Amore" non è tra i migliori film di Woody Allen, eppure è
sempre un vero piacere assistere alla leggerezza ed all'intelligenza di questo grande
autore.
Solitamente i grandi artisti dividono sempre il pubblico in due - c'è che li
adora e c'è chi non li sopporta. Raramente vedrete qualcuno alzare le spalle con
indifferenza a proposito di Woody Allen. Ma io vorrei, seppure timidamente, invitare
quella fetta di pubblico che dice 'no' a Woody Allen, a riconsiderare le proprie
posizioni, a sperimentare le sensazioni del Woody Allen di oggi. Infatti, se per anni i
film di Woody Allen sono stati molto definiti, molto alleniani se così si può dire, man
mano che passa il tempo, il suo cinema si fa sempre più raffinato. Piano piano, così
come l'incedere costante del tempo sta assottigliando i tratti esteriori di Allen, anche
il personaggio-Allen, la mente-Allen si sta facendo meno ingombrante, più sottile. La
riproposizione dei temi prediletti dal regista, le ambientazioni, i personaggi, non sono,
al contrario di quanto possono affermare alcuni suoi detrattori, semplicemente conformi a
se stessi. Hanno anzi il doppio effetto di mettere a proprio agio lo spettatore, di
accoglierlo come il ritorno ad una cara e vecchia casa dai profumi e i colori conosciuti,
ed allo stesso tempo di offrirgli la visione della propria evoluzione, del proprio
cammino. In fondo è questo il percorso di ogni artista. L'affinare se stesso, come lo
scultore che affina la propria tecnica, ma ancor di più, il proprio pensiero, la propria
emotività. Quello che si compie in un'unica opera, si compie nell'insieme della propria
opera.
Sebastiano
Tecchio