DAYLIGHT -
TRAPPOLA NEL TUNNEL
(DAYLIGHT)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Rob Cohen
Sceneggiatura: Leslie Bohem
Fotografia: David Eggby, A.C.S.
Musica: Randy Edelman
Scenografia: Benjamin Fernandez
Montaggio: Peter Amundson
Prodotto da: John Davis e David T. Friendly
Effetti Speciali: Industrial Light & Magic
sotto la supervisione di Kit West
(USA, 1996)
Durata: 109'
Distribuzione cinematografica: UIP
Distribuzione home video: CIC VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Kit Latura: Sylvester Stallone
Madelyne Thompson: Amy Brenneman
Roy Nord: Viggo Mortensen
Frank Kraft: Dan Hedaya
Steven Crighton: Jay O. Sanders
Eleanor Trilling: Claire Bloom
Grace: Vanessa Bell Calloway
Mikey: Renoly Santiago
Roger Trilling: Colin Fox
Ashley Crighton: Danielle Harris
Latonya: Trina McGee Davis
Chief Dennis Wilson: Mark Rolston
Vincent: Sage Stallone

"Daylight"
può essere considerato come l'equivalente cinematografico di una compilation di successi
anni '70. In questo caso è il cinema appartenente al cosiddetto filone
"catastrofico" ad essere oggetto di tante attenzioni.
Nel film di Cohen troviamo infatti tutti quei luoghi comuni e quelle scelte di
sceneggiatura che è lecito attendersi, prima ancora che dal soggetto, sin dall'artwork
del manifesto posto all'esterno del cinema. La storia è una sorta di "Inferno di
Cristallo" rovesciato, dove i protagonisti devono lottare per raggiungere la
superficie esterna e fuggire all'acqua che, inesorabilmente, sale di livello. L'azione si
svolge all'interno del tunnel sotterraneo (e subacqueo) che collega New York al New
Jersey. A causa di un incidente un camion con a bordo sostanze tossiche esplode facendo
parzialmente collassare la struttura. Le vittime sono moltissime, ma pochi fortunati
riescono a scampare al disastro e restano bloccati in un breve tratto del tunnel. Il
tempo, come si conviene ad un film basato sulla suspence, non gioca a loro favore
(rimangono solo tre ore d'aria) e, come se non bastasse, hanno contro anche i responsabili
della sicurezza cittadina ansiosi di far crollare completamente il tunnel (presumendoli
morti senza troppi accertamenti) per avviare i lavori di ripristino della circolazione
(sic!). Stallone, ex capo dell'Emergency Medical Service, caduto in disgrazia dopo aver
perso molti uomini in una missione di soccorso, è l'unico che, pur non sapendo
esattamente cosa fare, tenterà di aiutarli calandosi personalmente nel tunnel attraverso
un improbabile quanto micidiale dispositivo di ventilazione (è la scena più bella ed
emozionante del film).
C'è
qualcosa di statico, di immobile nella messa in scena di Cohen che contrasta con l'azione
turbinosa cui sono sottoposti i protagonisti. Le scenografie immense hanno un impatto di
artificiosità sullo spettatore e i numerosi effetti speciali, per lo più concentrati
nella prima parte del film, mancano di originalità e suscitano un inevitabile confronto
con opere passate e recenti (fra cui "Independence Day" che, sotto questo
aspetto, il film di Cohen sembra "citare") dal quale non possono che uscire
perdenti. Stallone si impegna molto per dare il meglio come attore, ma non riesce a
superare il periodo negativo che vede le sue azioni ad Hollywood scendere drasticamente.
Artisticamente parlando non riesce ad "uscire dal tunnel".
Luigi De
Angelis
INTERVISTA A ROB COHEN