Tempi Moderni

I film del 1996


I RACCONTI DEL CUSCINO
(THE PILLOW BOOK)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia e sceneggiatura: Peter Greenaway
Fotografia: Sacha Vierny
Montaggio: Chris Wyatt, Peter Greenaway
Sonoro: Garth Marshall
Prodotto da: Kasander & Wigman Productions
(GB, 1995)
Durata: 115'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Nagiko: Vivian Wu
L'editore: Yoshi Oida
Il padre: Ken Ogata
Jerome: Ewan Mc Gregor

cuscino1.jpg (18925 bytes)A Kyoto, negli anni `70, un calligrafo scrive delicatamente un augurio sul viso della propria figlia, Nagiko, nel giorno del suo genetliaco. Diventata donna, Nagiko ricorda quel gesto con eccitazione e cerca infaticabilmente un amante che usi il suo corpo in guisa di carta. A Hong Kong, infine, incontrerà Jerome, un traduttore inglese che la convince ad essere lei la penna e non il foglio: Jerome si fa redigere sul corpo il primo capitolo di un romanzo per portarlo in lettura ad un editore...
Da questa idea, sopesa tra realtà e fiaba, prende le mosse il più recente film di Peter Greenaway "I racconti del cuscino", presentato con successo all'ultima edizione del Festival di Cannes nella sezione " Un certain regard ".
Scelta oculata, c'è da aggiungere, perché è proprio lo sguardo del regista a dare il tono ed il ritmo ad una pellicola che - come altre, più che altre di questo autore atipico ed a volte geniale - percorre territori di dichiarato sperimentalismo: infatti, specularmente alle tematiche sesso/scrittura (su cui poggia le fondamenta anche uno dei capi d'opera della stagione, "Crash" di David Cronenberg) e corpo/superficie da iscrivere, egli adopera lo schermo come pagina, inizialmente bianca, su cui vergare - meglio, dipingere - il film.
L'uniformità dell'inquadratura, coerentemente, si frantuma per lasciar posto ad un'immagine che - suddivisa in riquadri pluri dimensionali - dà vita ad un cinema fondato sulla elaborazione estetica più che sul montaggio: il risultato, algido ed inquietante, non può lasciare indifferenti pur nella constatazione che - su tematiche consimili - il Nostro aveva saputo dire una parola definitiva nello splendido "Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante" (1989).

Francesco Troiano