I RACCONTI
DEL CUSCINO
(THE PILLOW BOOK)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia e sceneggiatura: Peter Greenaway
Fotografia: Sacha Vierny
Montaggio: Chris Wyatt, Peter Greenaway
Sonoro: Garth Marshall
Prodotto da: Kasander & Wigman Productions
(GB, 1995)
Durata: 115'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Nagiko: Vivian Wu
L'editore: Yoshi Oida
Il padre: Ken Ogata
Jerome: Ewan Mc Gregor


A Kyoto, negli anni `70, un calligrafo scrive delicatamente un augurio sul viso
della propria figlia, Nagiko, nel giorno del suo genetliaco. Diventata donna, Nagiko
ricorda quel gesto con eccitazione e cerca infaticabilmente un amante che usi il suo corpo
in guisa di carta. A Hong Kong, infine, incontrerà Jerome, un traduttore inglese che la
convince ad essere lei la penna e non il foglio: Jerome si fa redigere sul corpo il primo
capitolo di un romanzo per portarlo in lettura ad un editore...
Da questa idea, sopesa tra realtà e fiaba, prende le mosse il più recente film di Peter
Greenaway "I racconti del cuscino", presentato con successo all'ultima edizione
del Festival di Cannes nella sezione " Un certain regard ".
Scelta oculata, c'è da aggiungere, perché è proprio lo sguardo del regista a dare il
tono ed il ritmo ad una pellicola che - come altre, più che altre di questo autore
atipico ed a volte geniale - percorre territori di dichiarato sperimentalismo: infatti,
specularmente alle tematiche sesso/scrittura (su cui poggia le fondamenta anche uno dei
capi d'opera della stagione, "Crash" di David Cronenberg) e corpo/superficie da
iscrivere, egli adopera lo schermo come pagina, inizialmente bianca, su cui vergare -
meglio, dipingere - il film.
L'uniformità dell'inquadratura, coerentemente, si frantuma per lasciar posto ad
un'immagine che - suddivisa in riquadri pluri dimensionali - dà vita ad un cinema fondato
sulla elaborazione estetica più che sul montaggio: il risultato, algido ed inquietante,
non può lasciare indifferenti pur nella constatazione che - su tematiche consimili - il
Nostro aveva saputo dire una parola definitiva nello splendido "Il cuoco, il ladro,
sua moglie e l'amante" (1989).
Francesco
Troiano