Tempi Moderni

I film del 1996


VA' DOVE TI PORTA IL CUORE

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Cristina Comencini
Sceneggiatura: Roberta Mazzoni, Cristina Comencini
dal romanzo omonimo di Susanna Tamaro
Fotografia: Roberto Forza
Scenografia: Paola Comencini
Costumi: Antonella Berardi
Montaggio: Nino Baragli
Musica: Alessio Vlad, Claudio Capponi
Prodotto da: Sandro Parenzo
(Italia, Francia, Germania, 1996)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: FILMAURO per NEMO
Distribuzione home video: FOX VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Olga anziana: Virna Lisi
Olga giovane: Margherita Buy
Ilaria: Galatea Ranzi
Augusto: Massimo Ghini
Ernesto: Tchecky Karyo
Marta: Valentina Chico

cuore1.jpg (14458 bytes)Era inevitabile: il romanzo della Tamaro dopo avere venduto oltre due milioni di copie è diventato un film. Dopotutto il cinema è, nonostante tutto, un prodotto commerciale. Qualche volta raggiunge risultati rilevanti dal punto di vista artistico, altre volte no.
Il tormentone che ci ha assillato durante questi ultimi due anni si ripropone dunque anche per il film: la storia ideata dalla giovane Tamaro è un'"opera letteraria", come ci viene presentata nei titoli di testa del film? C'è chi sostiene che se un libro riesce a fare breccia in maniera così plateale nei sentimenti dei lettori ha in sé qualcosa di profondamente toccante; altri invece sostengono che, proprio perché così popolare il romanzo della Tamaro è in realtà rozzo e banale. Personalmente credo che il libro della giovane scrittrice sia un feuiletton rosa scritto con molta abilità. E' curioso peraltro che "Va' dove ti porta il cuore" abbia delle analogie con un altro romanzo strappalacrime, "I ponti di Madison County" di Robert James Waller da cui è stato tratto il capolavoro di Clint Eastwood. Anche in "Va' dove ti porta il cuore" infatti la protagonista del film è una donna che tra la passione di una storia d'amore e la razionalità di una vita familiare perbenista, sceglie quest'ultima con risultati devastanti per sé ed i propri cari, prima fra tutte la figlia Ilaria che rimarrà segnata a morte da questa scelta.
cuore2.jpg (12955 bytes)Se il film di Eastwood evitava però le sottolineature drammatiche ed il pathos, attenendosi ad una rappresentazione quasi documentaristica del sentimento amoroso, con risultati poetici soprprendenti per sensibilità e commozione, la Comencini, invece, sembra non avere capito nulla della pericolosità dei temi che affronta. Ecco allora che dietro ad una regia patinata (movimenti di macchina, bella fotografia, eccetera) non ci viene risparmiato nulla in questa messa in scena che è un concentrato di cliché e banalità. Uso sporporzionato di rallenti, musica mielosa, flashback tra passato e presente, voce fuori campo. Quello che stupisce poi è la superficiale conoscenza che la Comencini mostra nei confronti del cinema del passato. Un più accurato studio delle opere di autori come Truffaut, avrebbe certamente suggerito alla regista di evitare trappole pietistiche come la rappresentazione dell'infanzia infelice di Olga prima e della nipote Marta poi.
In questo guazzabuglio di luoghi comuni sciropposi si salva solo Virna Lisi che cerca di rendere credibile l'inverosimile. E' davvero un peccato vederla coinvolta in un film altrimenti insopportabile.

Maurizio Imbriale