CRYING
FREEMANCAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Cristophe Gans
Sceneggiatura: Cristophe Gans e Thierry Casals
Fotografia: Thomas Burstyn
Musica: Pat O'Hearn
Scenografia: Douglas Higgins e Alex McDowell
Montaggio: David Wu e Chris Roth
Prodotto da: Samuel Hadida e Brian Yuzna
(USA, 1996)
Durata:107'
Distribuzione cinematografica: UIP per RCS
Distribuzione cinematografica: RCS
PERSONAGGI E INTERPRETI
Yo Hinomra/Crying Freemna: Mark Dacascos
Emu O'Hara: Julie Condra
Ryuji Hanada: Masaya Kato
Lady Hanada: Yoko Shimada
Detective Nitta: Tcheky Karyo
Detective Forge: Rae Dawn Chong
Koh: Byron Mann

Il
"Freeman", nell'antica tradizione medioevale cinese, è un uomo il cui spirito
è tenuto prigioniero, mentre il suo corpo viene utilizzato come macchina di sterminio ai
fini della setta a cui è asservito. Yo Hinomra, un semplice ceramista con una visione
poetica della vita, viene suo malgrado coinvolto nei traffici malavitosi della misteriosa
società dei Figli Del Drago. Trasformato in Freeman contro la sua volontà, Yo è
costretto ad uccidere, ma il ricordo della sua vita passata lo porta a versare una lacrima
ogni volta che uccide una vittima (da cui il soprannome "Crying", cioè
"che piange").
Una bella ma infelice ragazza di nome Emu O'Hara, assiste casualmente ad un'esecuzione
compiuta dal Freeman il quale, a massacro avvenuto, le rivela il suo nome. Ciò
rappresenta per Emu un terribile pericolo: infatti, se un killer rivela il suo nome a
qualcuno, questo verrà ucciso a breve termine dal killer stesso. Emu non è impaurita,
nei suoi solitari deliri sogna spesso la morte, e la prospettiva che essa avvenga per mano
di un uomo tanto misterioso e affascinante la rende piacevolmente rassegnata e ansiosa. Le
cose non andranno per il giusto verso, il Freeman si innamorerà (ricambiato) della
ragazza e insieme cercheranno di fuggire quella vita che, per motivi diversi ma
altrettanto forti e radicati, odiano più di ogni altra cosa. "Crying Freeman"
è tratto dal famoso ed omonimo fumetto giapponese di Kazuo Koike e Ryoichi Ikegami. Il
limite maggiore del film coincide con il suo maggior pregio, ed è quello di voler
adattare fedelmente allo schermo le forme e i tempi narrativi tipici del manga. L'impresa
è ardua, tanto più che "Crying Freeman" è già un'opera fortemente entropica,
capace di complicare una trama lineare grazie all'inserimento spesso ingiustificato di
sensazioni e stili propri di altri generi narrativi, come i drammi femminili degli anni
'40 o le storie di spionaggio inglesi degli anni '60.
Il
regista Cristophe Gans è quasi un debuttante (avendo realizzato in precedenza solo opere
underground o sceneggiature di fumetti) ed il suo tentativo di mettere in scena un'opera
sensuale e elegante finisce spesso per risolversi in scene di involontario umorismo, colpa
anche della eccessiva staticità degli interpreti. A suo merito va senz'altro riconosciuto
un riuscito tentativo di coniugare l'action-movie cinese più estremo (i modelli di Hong
Kong, per intenderci) al servizio di una storia in cui si fondono armoniosamente gli
spiriti di più culture diverse, ma purtroppo la banalità è dietro l'angolo, ed il
nostro non è John Woo. Produce il tutto l'eclettico Brian Yuzna (già produttore del cult
"Re-Animator" e regista di gioiellini quali "Society" e l'inedito
"Necronomicon" cui anche Gans aveva partecipato), sfortunato e coraggioso
promotore di storie fantastiche dalla fisionomia decisamente non convenzionale cui, un
giorno, dovrà pur essere riconosciuto qualche piccolo merito. Malgrado le numerose pecche
sopra accennate, "Crying Freeman" probabilmente non deluderà gli appassionati
lettori del manga, anche se sicuramente non invoglierà alla lettura chi, invece, il
fumetto originale non lo conosce affatto.
Luigi De
Angelis