COPYCAT:
OMICIDI IN SERIE
(COPYCAT)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Jon Amiel
Sceneggiatura: Ann Biderman, David Madsen
Fotografia: Laszlo Kovacs
Montaggio: Alan Heim, Jim Clark
Scenografia: Jim Clay
Musiche: Christopher Young
Prodotto da: Arnon Milchan
(USA, 1995)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione cinematografica: WARNER HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Helen Hudson: Sigourney Weaver
M. J. Monahan: Holly Hunter
Ruben Goetz: Dermot Mulroney
Peter Foley: William Mc Namara
Darryll Lee Cullum: Harry Connick Junior
Tenente Quinn: Will Patton

Il
filone dei serial killer costituisce ormai un genere a se'. Dopo il clamoroso successo de
"Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme, il genere horror è tornato
alla ribalta con una serie di titoli più o meno riusciti ma con un unico comun
denominatore: il serial killer, autore di molteplici efferati delitti, sintomo di un
malessere profondo connesso alla società americana e, in misura minore, alla nostra.
Lo schema, salvo sorprese come nello splendido "Seven," è sempre lo stesso: da
una parte il mostro, dall'altra il poliziotto. Il finale, secondo una regola catartica
hollywoodiana, vuole che il bene prevalga sul male, anche se ultimamente abbiamo assistito
a dei sovvertimenti clamorosi delle regole. In "Seven", infatti, questo schema
viene violentato da un finale cupo e disperato, stessa cosa in "Henry pioggia di
sangue" di John Mc Naughton, un cult movie del genere, nonostante l'ironia del nostro
Nanni Moretti.
"Copycat: omicidi in serie" rientra però nella categoria standard: non aggiunge
nulla di nuovo al filone e si limita a rimettere in scena elementi già sfruttati dai film
precedentemente citati.
La storia: Helen Hudson (Sigourney Weaver) è una brillante psicologa criminale, esperta
del comportamento deviato dei serial killer. In passato Helen è riuscita a penetrare
così a fondo nei segreti della psiche di Daryll Lee Cullum (un irriconoscibile Harry
Connick Jr) da scatenare la sua follia contro di lei.
Helen
vive nel terrore e si ritira nel suo lussuoso appartamento di San Francisco vivendo come
una reclusa, terrorizzata dalla sua agorafobia che le impedisce di uscire di casa. La sua
vita viene movimentata dalla richiesta di aiuto dell'ispettore Mary Jane Monaham (Holly
Hunter), impegnata a risolvere una misteriosa sequela di delitti.
Grazie all'aiuto della psicologa l'ispettore riuscirà a penetrare nella mente del
criminale, un anonimo ragazzotto di città, tanto insignificante quanto crudele, che trova
l'ispirazione dei suoi crimini nei serial killer del passato.
Inevitabile il confronto finale nel quale la dottoressa riuscirà a superare le sue fobie.
"Copycat: omicidi in serie" è a metà strada tra "Psycho" e "Il
silenzio degli innocenti". Ma il britannico Jon Amiel non è Alfred Hitchcock, nè
Jonathan Demme, non ha cioè la capacità d'innovare il genere e si limita a confezionare
con professionalità un thriller in cui s'insinua una pesante sensazione di deja vu. Una
nota di merito spetta comunque a tutti gli interpreti e in particolar modo alla Weaver,
eccezionale nel mettere in scena il suo terrore di donna, minacciata nell'intimo.
Maurizio
Imbriale