Tempi Moderni

I film del 1996


COPYCAT: OMICIDI IN SERIE
(COPYCAT)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Jon Amiel
Sceneggiatura: Ann Biderman, David Madsen
Fotografia: Laszlo Kovacs
Montaggio: Alan Heim, Jim Clark
Scenografia: Jim Clay
Musiche: Christopher Young
Prodotto da: Arnon Milchan
(USA, 1995)
Durata: 123'
Distribuzione cinematografica: WARNER BROS
Distribuzione cinematografica: WARNER HOME VIDEO

PERSONAGGI E INTERPRETI

Helen Hudson: Sigourney Weaver
M. J. Monahan: Holly Hunter
Ruben Goetz: Dermot Mulroney
Peter Foley: William Mc Namara
Darryll Lee Cullum: Harry Connick Junior
Tenente Quinn: Will Patton

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copy1.jpg (11729 bytes)Il filone dei serial killer costituisce ormai un genere a se'. Dopo il clamoroso successo de "Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme, il genere horror è tornato alla ribalta con una serie di titoli più o meno riusciti ma con un unico comun denominatore: il serial killer, autore di molteplici efferati delitti, sintomo di un malessere profondo connesso alla società americana e, in misura minore, alla nostra.
Lo schema, salvo sorprese come nello splendido "Seven," è sempre lo stesso: da una parte il mostro, dall'altra il poliziotto. Il finale, secondo una regola catartica hollywoodiana, vuole che il bene prevalga sul male, anche se ultimamente abbiamo assistito a dei sovvertimenti clamorosi delle regole. In "Seven", infatti, questo schema viene violentato da un finale cupo e disperato, stessa cosa in "Henry pioggia di sangue" di John Mc Naughton, un cult movie del genere, nonostante l'ironia del nostro Nanni Moretti.
"Copycat: omicidi in serie" rientra però nella categoria standard: non aggiunge nulla di nuovo al filone e si limita a rimettere in scena elementi già sfruttati dai film precedentemente citati.
La storia: Helen Hudson (Sigourney Weaver) è una brillante psicologa criminale, esperta del comportamento deviato dei serial killer. In passato Helen è riuscita a penetrare così a fondo nei segreti della psiche di Daryll Lee Cullum (un irriconoscibile Harry Connick Jr) da scatenare la sua follia contro di lei.
copy2.jpg (15243 bytes)Helen vive nel terrore e si ritira nel suo lussuoso appartamento di San Francisco vivendo come una reclusa, terrorizzata dalla sua agorafobia che le impedisce di uscire di casa. La sua vita viene movimentata dalla richiesta di aiuto dell'ispettore Mary Jane Monaham (Holly Hunter), impegnata a risolvere una misteriosa sequela di delitti.
Grazie all'aiuto della psicologa l'ispettore riuscirà a penetrare nella mente del criminale, un anonimo ragazzotto di città, tanto insignificante quanto crudele, che trova l'ispirazione dei suoi crimini nei serial killer del passato.
Inevitabile il confronto finale nel quale la dottoressa riuscirà a superare le sue fobie.
"Copycat: omicidi in serie" è a metà strada tra "Psycho" e "Il silenzio degli innocenti". Ma il britannico Jon Amiel non è Alfred Hitchcock, nè Jonathan Demme, non ha cioè la capacità d'innovare il genere e si limita a confezionare con professionalità un thriller in cui s'insinua una pesante sensazione di deja vu. Una nota di merito spetta comunque a tutti gli interpreti e in particolar modo alla Weaver, eccezionale nel mettere in scena il suo terrore di donna, minacciata nell'intimo.

Maurizio Imbriale