UNA CENA
QUASI PERFETTA
(THE LAST SUPPER)CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Stacy Title
Sceneggiatura: Dan Rosen
Fotografia: Paul Cameron
Montaggio: Luis Colina
Scenografia: Dea Jensen
Musica: Mark Mothersbaugh
Prodotto da: Matt Cooper, Larry Weinberg, R. P. Sekon
per la Vault inc.
(USA, 1996)
Durata: 90'
Distribuzione cinematografica: BIM
Distribuzione home video: COLUMBIA HOME VIDEO
PERSONAGGI E INTERPRETI
Jude: Cameron Diaz
Pete: Ron Eldard
Paulie: Annabeth Gish
Marc: Jonathan Penner
Luke: Courtney B. Vance
Sceriffo: Nora Dunn
Reverendo: Charles Durning
Norman Arbuthnot: Ron Perlman
Zack: Bill Paxton

Cinque
giovani studenti sono i protagonisti di questa maldestra commedia nera che segna lo
sfortunato esordio al lungometraggio di Stacy Title.
Un'ebreo, un nero, un wasp, una bionda e una bruna tanto per entrare in argomento. Che,
naturalmente, è un'assai poco originale satira sull'opprimente senso di "politically
correct" che sembra incalzare sempre più il comportamento di ogni buon americano.
Assassini più o meno casuali di un nazistoide militarista invitato fortuitamente a cena,
i cinque, che - dimenticavo - sono liberal o di sinistra che si voglia, si domandano se
non sia giusto dare un seguito alla prodezza, per liberare così il mondo da un po' di
pazzi estremisti, da qualche possibile Hitler. Ma, siccome si è tra persone colte e
raffinate, ciò si farà con buon gusto, dopo una gustosa cena accompagnata dal giusto
vino... Si vuole, così, coinvolgere il pubblico nell'incertezza morale a cui in perfetta
e "corretta" buona fede pervengono i protagonisti. Non lo fareste anche voi? Non
vi alletta l'idea?
Non che voglia rispondere a nome di tutti, ma l'interrogazione posta dal film risulta
subito facilmente eludibile, così da non farci partecipare nè al destino degli omicidi
né a quello dei morti. I primi risultano subito insopportabilmente compiaciuti delle loro
idee moderne e progressiste e tanto quanto i secondi sono caricature fatte apposta per
sollecitare un facile sdegno che diventa solo un'impercettibile e poco desiderabile
risata. Tra un sub-plot poliziesco sconnesso e di dubbia utilità e una scontata
escalation di violenza il film non fa altro che annoiare ripetendo ostinatamente le stesse
sciocchezze per tutta la sua durata.
Alfonso
Iuliano