Tempi Moderni

I film del 1996


BULLET

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Julien Temple
Soggetto e sceneggiatura: Bruce Rubenstein
Fotografia: Crescenzo G. P. Notarile
Scenografia: Christopher Nowak
Montaggio: Roger Paradiso
Prodotto da: John Flock
(USA, 1995)
Durata: 110'
Distribuzione cinematografica: CECCHI GORI GROUP
Distribuzione home video: CECCHI GORI

PERSONAGGI E INTERPRETI

Bullet: Mickey Rourke
Tank: Tupac Shakur
Lester: John Enos III
Ruby: Adrian Ruby

bullet.jpg (5642 bytes)Butch "Bullet" Stain (Mickey Rourke) è appena uscito dal carcere dopo una condanna ad otto anni. Fuori l'aspettano l'amico Lester (John Enos) e il fratello Ruby (Adrien Brody). Insieme i tre compiono prima una rapina ai danni di due tonti, figli di papà clienti di un rivale nel traffico di droga, e poi si "fanno" tranquillamente di eroina.
Bullet - che ha 35 anni - e Ruby abitano ancora con i genitori, assieme al fratello Louis, che, reduce dal Vietnam, non si droga, ma è allo stesso modo decisamente disadattato. Oltre a non avere più speranze né talenti Bullet è anche impotente sessualmente. Ruby, invece, è un aspirante artista dalle visioni mistiche ed è l'unico che grazie all'arte potrebbe farcela.
Bullet è una sorta di crime-movie anni '70, con meno pistole e più siringhe, dove il protagonista, nella sua fatale parabola di autodistruzione, più che recare violenza agli altri la apporta direttamente a se stesso. Si tratta insomma di un tentativo di aggiornamento - non nuovo - del genere, e di un apologo molto pessimista. La droga, infatti, sostituendo il motivo della violenza, ci consegna il ritratto di un eroe del tutto annientato, che ha un unico sussulto quando decide di farsi ammazzare, sperando che dal suo sacrificio possa trarre vantaggio il fratello artista. L'unico che, beffardamente, sembra avvantaggiarsi del gesto tragico e patetico, è, però, Louis, il fratello matto, finalmente in grado di rispolverare l'uniforme da gala per il funerale, e di compiere una vendicativa azione di guerriglia urbana ai danni dell'assassino del fratello.
La regia di Temple è trasparente ed aderente al genere, come le luci forti, intense e prive di sfumature; non regala molte emozioni né particolarità di alcun genere. Mickey Rourke è gonfio e turgido quanto mai prima e, proprio per questo, senza grandi sforzi, aderente al personaggio. Il crime-movie virato alla droga ci "regala" un film opprimente, ma con intenti didascalici e moraleggianti assai poco nascosti, tanto da privare ogni gesto di qualunque segreto possibile e da abbassare il film alle intenzioni degli autori.

Alfonso Iuliano